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	<title>La voce di Don Carmelo La Rosa Archivi - Lo Scudo Magazine</title>
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	<description>La notizia che ti aspetti</description>
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	<title>La voce di Don Carmelo La Rosa Archivi - Lo Scudo Magazine</title>
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		<title>Guardare gli altri con gli occhi di Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 08:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Padre Carmelo La Rosa Altra dimensione è prendere in prestito gli occhi di Gesù per vedere l&#8217;altro e coglierne l’immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gn 1, 26). Dovremmo chiederci quanto del volto di Gesù c&#8217;è in noi, quanto Gli siamo simili negli atteggiamenti e nei comportamenti. Ecco il senso della &#8220;formazione&#8221;: aderire alla [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">di Padre Carmelo La Rosa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra dimensione è prendere in prestito gli occhi di Gesù per vedere l&#8217;altro e coglierne l’immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gn 1, 26). Dovremmo chiederci quanto del volto di Gesù c&#8217;è in noi, quanto Gli siamo simili negli atteggiamenti e nei comportamenti. Ecco il senso della &#8220;formazione&#8221;: aderire alla forma, prendere una forma, conformarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe opportuno chiederci se è facile per gli altri cogliere Gesù in noi. Se siamo un&#8217;icona di Gesù, un suo richiamo, un annuncio. Quali aspetti della nostra vita si rifanno a Gesù. Quanto riusciamo ad esprimerlo. Quali cose facilitano la nostra trasparenza di Gesù. Se siamo immagine trasparente o opaca di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se abita in noi <em>la pienezza di Cristo </em>(cfr.Col 2, 10) la pace, la gioia, la serenità, la freschezza, l&#8217;entusiasmo, di Gesù.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se in me c&#8217;è Gesù, se Gesù vive in me, se <em>per me vivere è Cristo </em>(Fil 1, 21), se so percepire ed entrare in sintonia col Cristo che è nel fratello e so trovare nell&#8217;altro i segni originari del Figlio di Dio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardo gli altri con l&#8217;occhio torbido della mia insincerità, con l&#8217;occhio disturbato dell&#8217;interesse e del tornaconto, di chi non vuole fare apparire la verità che è in noi, con l&#8217;occhio materiale, carnale. con occhio che pesa, giudica e condanna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se nei miei occhi c&#8217;è repulsione, rifiuto, difesa, paura di essere scoperti, vergogna, alterigia, superiorità e disprezzo. Se sappiamo lasciarci guardare negli occhi per mostrare la verità della vita, guardare negli occhi dell&#8217;altro per scoprire i germi di bene che sono in lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei &#8220;crocifìssi&#8221; e negli schiacciati della terra; nelle persone che soffrono ingiustamente, in ogni goccia di sangue umano che gronda dal corpo di un indifeso, Dio vede e ama il Suo Figlio Gesù! Nei piccoli, nei semplici, negli umili, nei poveri, nei puri è esaltata l&#8217;immagine di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella ricerca di spazi più grandi dei nostri, godere delle vedute del fratello, cercare chi vede più in profondità, parlarci di Dio e non stancarci di parlarne e di sentirne parlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedere Dio dove non appare esplicitamente, saper trovare ciò che resta di Dio in ogni creatura, i segni del Verbo, le tracce dell&#8217;infinito, l&#8217;immagine originaria. Vedere gli altri come li vede Dio, dalla Sua statura di amore, dal Suo occhio di Padre. Vedere Dio in ogni uomo e le risorse nascoste ai nostri occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Negli occhi grandi di Dio c&#8217;è spazio e salvezza per ogni uomo. </strong>Le sorgenti del Suo amore non si esauriscono, non si prosciugano. C&#8217;è amore e accoglienza per tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I Suoi occhi non sono spenti ma illuminano nella notte.</strong> Non rifiutano nessuno ma attirano tutti. L&#8217;abbondanza della Sua luce ci abbaglia ma non ci acceca.</p>
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		<title>Guardare Se stessi con gli Occhi di Gesù</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/06/30/guardare-se-stessi-con-gli-occhi-di-gesu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Padre Carmelo La Rosa Dobbiamo provare a metterci di fronte all&#8217;occhio di Gesù massacrato che vede un&#8217;anima da salvare nel ladrone che è crocifisso accanto a Lui; Dolcezza senza fine alla tua destra (Sai 16, 11).&#160; Se siamo abituati a sfuggire allo sguardo degli uomini, dobbiamo imparare ad incontrare lo sguardo puro di Gesù. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Padre Carmelo La Rosa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo provare a metterci di fronte all&#8217;occhio di Gesù massacrato che vede un&#8217;anima da salvare nel ladrone che è crocifisso accanto a Lui; Dolcezza senza fine alla tua destra (Sai 16, 11).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se siamo abituati a sfuggire allo sguardo degli uomini, dobbiamo imparare ad incontrare lo sguardo puro di Gesù. Dovremmo chiederci: come ci vede Gesù, cosa vede in noi; provare a prendere in prestito, per un attimo, gli occhi di Gesù e a scrutarci dentro con i Suoi occhi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che meraviglia, che stupore guardarci con le lenti della misericordia di Gesù, del suo perdono inesauribile, del Creatore, del Padre, dell&#8217;Amore, del Risorto! &#8220;Non dubitiamo che se Dio sollevasse il velo dei Suoi segreti sopra di noi, vi sarebbe di che meravigliarci di gioia&#8221; (Romano Bottegai). Non perché siamo buoni o giusti, tutt&#8217;altro, tanta roba cattiva è nostra e dobbiamo vederla con i nostri occhi per piangerla (come S. Francesco), chiedere perdono e purificarci sempre di più per poter anche noi vedere come vede Gesù.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma guai a noi però se ci vediamo solo con i nostri occhi, con la nostra misura, dalla nostra statura, dalla nostra piccolezza, dalla nostra meschinità, non ci salveremmo, non faremmo salvare nessuno. Come è terribile chiudere se stessi e gli altri nei propri piccoli schemi! Conoscere l&#8217;altro, entrare nell&#8217;altro col proprio occhio impuro, guardare e guardarsi da uomini, pesare con pesi insufficienti, misurare con un metro fasullo!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;E se provassimo a guardarci con Dio, a partire da Lui, dall&#8217;alto, se entrassimo dentro l&#8217;occhio infinito di Dio e ci introducessimo nel cuore di Gesù per percepirne i battiti d&#8217;amore per noi, e se, come Giovanni, poggiassimo il capo sul Suo petto, che cosa sentiremmo? O se provassimo a chiedere a Giovanni di dirci ciò che lui ha sentito, come funziona il cuore di Cristo, chi siamo per Lui, quanto va le la nostra vita, cosa pensa, cosa dice di noi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Il nostro cuore deve essere appagato dal penetrare nel le vene della misericordia di Dio. Lui ci guarda e ci vede con viscere di misericordia (Le 1,28), con cuore misericordioso. Ci ama personalmente, molto di più di quanto noi potremmo. Siamo preziosi agli occhi di Dio, il nostro valore, ai Suoi occhi, merita il sacrificio dell&#8217;Unigenito. L&#8217;occhio di bontà di Dio non può spegnersi dinanzi ai nostri peccati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci stupiamo dinanzi all&#8217;amore di Gesù. Troppo grande è il Suo amore per noi, è un oceano che ci sommerge. Se ci guardiamo con i Suoi occhi siamo perdenti, le nostre vigliaccherie che vorrebbero farci sentire grandi si frantumano nelle nostre mani. Sentirsi amati brucia ogni nostra resistenza e cocciutaggine perché il Signore è più &#8220;cocciuto&#8221; di noi nell&#8217;amore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci perdiamo nell&#8217;occhio di Dio, vi navighiamo beati, ci distendiamo, ci rilassiamo nelle onde dolci e leggere della misericordia. Nella purezza di Dio tutto è puro: Omnia munda mundis (Tt 1,15). A partire da Dio siamo puri della sua purezza, più bianchi della neve (Sai 51), santi della Sua san tità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardo&#8230; che cosa è l&#8217;uomo&#8230; l&#8217;hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato&#8230; (Sal 8). Penso che se il Signore mi avesse fatto re, capo del mondo, non sarei stato tanto contento, stupito e grato quanto per il dono del Suo sguardo di misericordia. Il Suo sguardo di amore è la vera ricchezza del mondo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni tanto sarebbe bene chiedere a Dio di prestarci i Suoi occhi per smarrirci eternamente nella sua misericordia: eterna è la Sua misericordia (Sai 100, 5). Non c&#8217;è niente di più grande, che possa stupirci di più, conquistarci il cuore, abbagliarci, attirarci, sedurci, quanto il sentire che eterna è la Sua misericordia. Dio è grande anche perché non riesce a farsi frenare e condizionare dalle nostre miserie. Per Lui noi siamo più grandi dei nostri errori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse troppo abbiamo guardato e pensato a noi stessi e troppo poco abbiamo guardato a Lui, dovremmo&nbsp; provare a vederci a partire a Lui. Se provassimo a metterci nei panni dell&#8217;adultera per vedere il Suo volto e il Suo sguardo che non giudica e non condanna, che non ha asprezze ed ire! Per sentire e gustare come balsamo che guarisce le Sue dolci parole: va e non peccare più (Gv 8,11 )!&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe stato interessante che qualcuno avesse fissato il Suo volto in quel momento. Verrebbe da chiederGli: cosa hai visto in quel momen to, in quella creatura disprezzata, perché hai contraddetto il giudizio di coloro che te l&#8217;avevano presentata? Tu come l&#8217;hai guardata, forse hai guardato all&#8217;umiltà della Tua serva (Le 1,48)? Ti sei chinato sugli uomini (Sai 14,2)? Hai guardato a colei che avevano trafitto (cfr. Zc 12,10)? La luce di Dio ha squarciato le tenebre di quel cuore? Chiederei a lei: Tu, donna della Pasqua, chi hai visto, co sa hai visto, come hai visto Gesù, parlaci del Suo sguardo e dei Suoi occhi.</p>
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		<title>Gli occhi di Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Padre Carmelo La Rosa Se guardo gli occhi smarriti dei bambini profughi kossovari penso alla morte, alla violenza, al terrore e alle barbarie. Quando penso agli occhi di Gesù, penso al Padre. Gli occhi di Gesù hanno visto il Padre e continuamente anelano a ritrovarsi nella sua visione passando le notti in preghiera. Occhi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Padre Carmelo La Rosa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardo gli occhi smarriti dei bambini profughi kossovari penso alla morte, alla violenza, al terrore e alle barbarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando penso agli occhi di Gesù, penso al Padre.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli occhi di Gesù hanno visto il Padre e continuamente anelano a ritrovarsi nella sua visione passando le notti in preghiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occhi di luce, di visioni sconfinate ed eterne, che prodigio poter incontrare i Tuoi occhi ed essere assorbiti in una esperienza di cielo! Dinanzi a Te hanno detto: <em>I miei occhi hanno visto </em>(cfr. Gb 42, 5; Lc 2,30).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prestaci per un attimo i Tuoi occhi di Figlio per vedere il Padre. Tu ci dici:&nbsp;<em>Chi vede me vede il Padre&nbsp;</em>(Gv 14, 9): ci passi la linea diretta, ci unisci a Lui, via satellite, tramite i Tuoi occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Tuoi occhi sono gli occhi del Padre? Ci colleghi, tramite la tua profondità di vedute, alla visione del Padre?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Accorci le distanze, operi un collegamento intermedio, ci spalanchi la visione del cielo, ci lanci nello spazio, nell’infinito e nell’eterno, Astro luminoso del Padre! </strong>Cos’è la luce, vista, visione, spazio, tempo in Te e di fronte a Te! In quale buio navighiamo senza i tuoi occhi di luce! Che esseri siamo se non ci poniamo di fronte alla Tua statura di luce! Ove possiamo arrivare da soli, cosa possiamo raggiungere, esseri grigi e opachi quali siamo? Cosa è la luce senza di Te?</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="567" height="878" src="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/download.png" alt="" class="wp-image-5224" srcset="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/download.png 567w, https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/06/download-194x300.png 194w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono giovani che incantano col loro volto pulito e con i loro occhi vivi e puri che ti fanno sentire vicino a Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oggi è venuto un giovane a chiedere il matrimonio religioso per dieci giorni dopo,</strong> <strong>veniva dalla Grecia e non era battezzato. </strong>Era di una famiglia “comunista” nel senso più negativo e totale, aveva un cognome che fa spaventare anche le pietre per il passato antiumano e antisociale. Mi guardava con quei suoi occhi e mi diceva: “Io credo!”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono le contraddizioni e le provocazioni della vita. Il Signore ci parla anche attraverso le pietre. Noi, praticanti, al sicuro nel gregge, a volte siamo sporchi fino alla radice e in tanti modi. I nostri occhi sono vetri appannati, opachi, scuriti dalla mancanza di manutenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri, nati nelle immondizie e nelle tenebre, immersi in contesti ostili di emigrazione e di schiavitù, lontani da ogni vera conoscenza di Gesù, educati e cresciuti nel materialismo, nell’ateismo e in tutti i diabolici “ismi” di questo squallido secolo, vengono a portati Dio nei loro occhi e a dirti “Io credo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli occhi di Gesù hanno visto l’abbrutimento, l’accanimento, la rabbia fanatica, il disprezzo, l’odio “religioso”, il rifiuto, il peccato, il razzismo, il giudizio, la condanna, occhi acidi e avvelenati, senza amore né sentimenti positivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono rimasti occhi puri e immacolati di bambino, </strong>occhi di amico, per tutti, occhi di amicizia, di incontro, di dialogo, di pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occhi dell’amico, del cuore aperto, della bontà, della gratuità, dell’accoglienza, cosa c’è nei tuoi occhi, cosa dicono i Tuoi occhi, cosa danno i Tuoi occhi, chi accolgono i Tuoi occhi? <strong>Oceano dell’amicizia, mare sconfinato, vestici dell’amore invincibile e senza limiti che effondi attraverso i Tuoi occhi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Occhi dell’umanità di Dio, le Tue lacrime mi sconvolgono. Tu sei un Dio che feconda la terra con il suo pianto. Ci vesti di stupore, tenerezza e compassione:&nbsp;<em>Guardate come lo amava&nbsp;</em>(Gv 11, 35).&nbsp;<em>S</em><em>i consumano i miei occhi nel patire&nbsp;</em>(Sl 88, 10),&nbsp;<em>ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, irroro di lacrime il mio letto, i miei occhi si consumano nel dolore, il Signore ascolta la voce del mio pianto&nbsp;</em>(Sl 6, 7-9).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il tuo pianto su Gerusalemme è il metro e la prova dell’amore.</strong> Quale debito quel pianto di Dio, è un peso sulla coscienza dell’umanità, un boccone indigesto, un’immagine incancellabile, il ricordo triste di chi ha fatto piangere un genitore! (cfr. Lc 19,41)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da due mila anni quel pianto è vivo e attuale, cogliamo ancora l’eco di quei singhiozzi nel nostro orecchio (<em>sono stremato dai lunghi lamenti&nbsp;</em>Sl 6,7).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Tuo occhio bagnato di lacrime piega il nostro orgoglio, ammorbidisce le nostre resistenze, ci arricchisce dell’esperienza più alta e più vera dell’<em>umanità</em>&nbsp;di Dio.</p>
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		<title>Il volto di Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Padre Carmelo La Rosa “In Sicilia, il monaco Epifanio un giorno scoprì in sé un dono di Dio: sapeva dipingere icone bellissime. Non trovò più pace, voleva realizzare il volto di Gesù. Ma dove trovare un modello adatto che esprimesse insieme la sofferenza e la gioia, la morte e la risurrezione, il divino e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">di Padre Carmelo La Rosa</p>



<p class="wp-block-paragraph">“In Sicilia, il monaco Epifanio un giorno scoprì in sé un dono di Dio: sapeva dipingere icone bellissime. Non trovò più pace, voleva realizzare il volto di Gesù. Ma dove trovare un modello adatto che esprimesse insieme la sofferenza e la gioia, la morte e la risurrezione, il divino e l’umano?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Epifanio si mise in cammino,</strong> attraversò l’Europa, osservando ogni volto: non riusciva a trovare un volto adatto per rappresentare Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una notte si addormentò mentre ripeteva le parole del salmo: <strong><em>Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto (Sl 27, 8-9)</em></strong>. Fece un sogno. Un angelo lo portò di nuovo presso le persone che aveva incontrato e gli mostrò, in ognuna, un particolare che la faceva assomigliare al volto di Gesù: la gioia di una giovane sposa, l’innocenza di un bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bontà di una mamma, lo sgomento di un orfano, l’asprezza di un accusato, l’allegria di un giullare, la misericordia di un confessore, il volto di un lebbroso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Epifanio ritornò nel suo monastero e iniziò il lavoro. </strong>Dopo un anno, l’icona del volto di Gesù era pronta e la presentò all’Abate che rimase stupito. Era meravigliosa. Voleva sapere a quale modello si era ispirato per proporlo ad altri artisti. Il monaco gli rispose: non cercare Gesù nel volto di una sola persona, ma cerca in ogni uomo un frammento del volto di Gesù” (Anonimo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre pregavamo nella notte, scandivo i salmi, un versetto alla volta, nel silenzio, ed ecco mi ha colpito particolarmente l’espressione: <em>risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto (Sl 4,7).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Era naturale pensare ad amici, a conoscenti che mi avevano fatto sentire il grido di dolore per l’assenza nella loro vita della luce della fe</strong>de.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Generalmente però chi arriva ad esprimere l’assenza e il desiderio della luce, a sua insaputa è già un grande concentrato di luce strappata alle tenebre con le unghia ed è per gli altri una provocazione alla ricerca e all’approfondimento, una luce che splende sul nostro volto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se poi è vero che dove è carità e amore lì c’è Dio (cfr. 1Gv 4, 16)</em>, a volte proprio chi ha scoperto dentro di sé la povertà, l’indigenza spirituale, chi ha sofferto un bisogno e una mancanza, è molto più sensibile e disponibile a confrontarsi con i bisogni degli altri e ad esprimere una condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il volto dell’altro diventa per lui il luogo dell’incontro col volto di Dio</strong>. Viene illuminato da Lui nei volti dei bisognosi e diventa luce per i credenti ormai assuefatti alla luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella notte, chiedevamo che si accendesse un faro o che potessimo cogliere la Sua luce, per potere orientare la nostra esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ecco il volto di Gesù:</strong> una luce per i naufraghi, per i disorientati, per coloro che vanno, una luce nella notte, la compagnia nel peregrinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei provare ad immaginare la gioia dei marinai, quando dopo tante ricerche e angosce colgono una luce, vorrei rubare loro il valore e il significato di quella conquista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bibbia, ricchissima di espressioni di ricerca del volto di Dio, vuole guidare, nutrire, dare un contenuto e un significato alla ricerca, al desiderio, al bisogno di Dio di tutti i tempi e di tutti gli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il monaco divenuto tutto occhi, non vede che Dio, non tende che a Lui”</em> (Padri del deserto). <em>“Nella santità l’uomo si fa tutto sguardo” </em>(S. Macario).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volto di luce, quanti volti hai illuminato, quante coscienze hai risvegliato dal torpore, quante vite hai chiamato alla luce (l<em>o guardò e lo amò Lc 10, 21; cfr. Lc 22, 61</em>), quante tristezze hai azzerato, quanta disperazione hai cancellato, quanta angoscia hai sanato!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volto di luce, per esprimere in una immagine la fuga delle tenebre di fronte alla Tua irresistibile luminosità, penso al branco di porci che invasi dalle tenebre del mondo, fuggono impazziti e irrefrenabili, fino a scomparire, annegati nel mare della insipienza! (<em>cfr. Mt 8, 30)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E’ l’immagine plastica che ci descrive l’irruenza della luce che frantuma e distrugge le tenebre più fitte della notte.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La Tua luce ha accecato Paolo e ha frantumato nel suo cuore il castello dell’orgoglio, dell’io e del fanatismo (cfr. At 9).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha sconvolto tante vite. Davvero costui era Figlio di Dio (Mt 27, 54). Il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono (Mt 27, 51-52).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Volto bello, pulito, puro, Tu sei il più bello tra i figli degli uomini, sulle Tue labbra è diffusa la grazia (Sl 45, 3). </em>Il Tuo volto è lieta notizia, è già annunzio, è verità, è fonte di luce, ci rende puri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla donna che ti ha asciugato il sudore, lungo il cammino della vergogna, hai voluto fare un regalo: il dono del Tuo volto. Cos’altro di meglio potevi regalare se non la luce dello splendore del Tuo volto?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni uomo che si avvicina al bisogno dell’altro e trova in sé una risorsa, un modo per condividerlo e alleviarlo, dona, Signore, il dono della luce del Tuo volto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai credenti, a coloro che sanno stare dinanzi alla fiamma del Tuo Amore, come Mosè, concedi che i loro volti siano “raggianti”, luminosi (<em>cfr. Es 34, 29), </em>riflessi della Tua gloria e della luce del Tuo volto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Ma voi, chi dite chi io sia?</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/05/16/ma-voi-chi-dite-chi-io-sia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 08:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Padre Carmelo La Rosa Chi è Gesù? (Mt 16, 13 – 20). È la domanda centrale della storia e di ogni uomo. Penso al tormento e alla paura di Erode e Pilato Tu sei il re dei giudei? (Mt 27, 11). La moglie di Pilato dice: Non ho potuto dormire questa notte (Mt 27, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">di Padre Carmelo La Rosa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è Gesù? (Mt 16, 13 – 20). È la domanda centrale della storia e di ogni uomo. Penso al tormento e alla paura di Erode e Pilato <em>Tu sei il re dei giudei? </em>(Mt 27, 11). La moglie di Pilato dice: <em>Non ho potuto dormire questa notte </em>(Mt 27, 19). Penso alla pace di Simeone: <em>Ora lascia o Signore&#8230;</em> (Lc 2, 29), &#8211; alla gioia e all&#8217;esultanza della profetessa Anna e di Elisabetta; &#8211; allo sconvolgimento della vita di Maria: <em>Avvenga di me quello che hai detto </em>(Lc 1, 38) e di Giuseppe: <em>Non temere Giuseppe </em>(Mt 1, 20); &#8211; allo spartiacque del giovane ricco (cfr. Mt 19, 16 – 30). Provo a immaginare i tormenti e le inquietudini che ha creato l&#8217;incontro con Gesù, l&#8217;ascolto delle sue parole&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù dopo aver compiuto una serie di miracoli di fronte agli apostoli, rivolge loro quella domanda: Perché vi avvicinate? Perché mi cercate? Cosa vi aspettate?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gesù non passa invano nella vita di nessuno. </strong>Penso alla Maddalena, a Zaccheo, Matteo, i pescatori, gli indemoniati, il paralitico alla piscina, il centurione&#8230; Dopo tutto ciò che abbiamo sperimentato nella nostra vita: <em>Chi dite che io sia? </em>(Mt 16, 15)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gesù concreto nella nostra vita concreta:</strong> Chi è Gesù a partire dal cuore, dalla mente, dalle ossa, dalla carne, dal respiro, dall&#8217;affettività, dalla sensibilità, dalla sessualità, dal mio essere, dalla mia storia? In tutte queste realtà chi è Gesù?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Penso alla vita con Gesù e alla vita senza Gesù. <em>Viene attirato a Cristo l&#8217;uomo che trova la sua delizia nella verità, nella beatitudine, nella giustizia, nella vita eterna, dal momento che Cristo è tutto questo </em></strong>(S. Agostino). <em>Ciascuno è attratto dal proprio piacere </em>(Virgilio).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando dico Gesù, che valore ha questo nome per me, cosa mi dice, a cosa penso, a chi mi riferisco, quali emozioni suscita in me, quali vibrazioni, quali ricordi, quali richiami, come dico questo nome? Il bambino dice &#8220;Gesù&#8221; e si illumina in viso, il fidanzato pronunzia il nome della fidanzata e diventa raggiante, luminoso, quasi si solleva da terra e la sua bocca si apre al sorriso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come mi affaccio all&#8217;universo &#8220;Gesù&#8221;? Sono capace di accompagnare altri ad affacciarsi a quella finestra? Cosa si vede nei nostri volti quando nominiamo il nome di Gesù?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale dolcezza esprimono le mie labbra quando pronunzio il Suo nome? È un nome qualsiasi o è il nome della mia vita? </strong><em>Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore</em> (Fil 2, 10 &#8211; 11)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volto di Mosè quando scende dal monte è raggiante, il suo viso parla di Dio (cfr. Es 34, 30ss). Come parla il mio cuore, il volto, il corpo di Gesù?</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Nella casa del Signore</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/04/30/nella-casa-del-signore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:03:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivevamo un momento particolare in cui la gioventù sfuggiva completamente ad ogni controllo degli adulti. Un gruppo di loro manifestava il proprio sbandamento anche durante la Messa domenicale. Eravamo in riunione con degli anziani, per affrontare questo problema e alla fine, mentre visitavamo la chiesa in costruzione, uno di loro mi chiese a bruciapelo: “Ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Vivevamo un momento particolare in cui la gioventù sfuggiva completamente ad ogni controllo degli adulti. Un gruppo di loro manifestava il proprio sbandamento anche durante la Messa domenicale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eravamo in riunione con degli anziani, per affrontare questo problema e alla fine, mentre visitavamo la chiesa in costruzione, uno di loro mi chiese a bruciapelo: <em>“Ma per chi</em> fai questa chiesa, per gli zingari?”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimasi perplesso poiché non sapevo quale significato attribuire a quella parola anche perché nel villaggio ci sono diciotto famiglie di zingari mussulmani. Lui ha chiarito, ripetendo la parola, accennando a se stesso e dicendo: <em>“Noi siamo zingari!”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io gli ho risposto che facevo questa costruzione non solo per gli uomini di oggi ma per quelli di domani che sicuramente saranno migliori, grazie anche al contributo della chiesa. Il suo volto si illuminò e tutti mi ringraziarono felici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti qualche volta mi chiedo anch’io: <em>&#8216;Fabbricare? Per chi, se molti vanno via, soprattutto giovani, e tanti ritornano distrutti e difficilmente recuperabili?&#8217;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mentre tutti fanno castelli in aria, pensando all’estero, noi lavoriamo e costruiamo per l’Albania.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Penso che anche questo sia un segno di speranza: dimostrare che guardiamo al futuro, oltre la caligine del presente, che crediamo in loro, abbiamo fiducia nel loro futuro, crediamo che c’è un domani anche per loro. Anticipiamo i tempi nuovi, andiamo avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre tutti sparavano e la gente per istinto, si metteva le mani sulla testa, per ripararsi da eventuali proiettili in ricaduta, noi eravamo al vivaio di Tirana proprio dietro il carcere, luogo estremamente pericoloso, a cercare un albero da piantare a Pasqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ma che facciamo qui, siamo pazzi?”</em> mi diceva il mio collaboratore. “<em>Ma chi pensa, in questo momento a comprare un albero, saremo noi gli unici, tutti pensano solo a salvarsi la pelle”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io cercavo di spiegargli che noi dobbiamo superare la vita con le nostre azioni, precorrere i tempi, andare oltre anche se non è possibile nella realtà; <strong>essere già oltre, nel sogno, nel desiderio, nel progetto</strong>, preparare i tempi futuri e offrire segni che diano speranza e aprano a prospettive di attesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi tempi squallidi, la chiesa è un seme piantato nell’inverno, nel tempo cattivo,&nbsp;<em>che darà frutto a suo tempo&nbsp;</em>(Sl 1,3). E’ già domani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Deve accogliere la gente, riscaldarla, dare un senso di umanità, di famiglia, il conforto della preghiera, una dimensione diversa, un luogo bello, pulito, dolce, ove si respira e ci si mette in pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La chiesa è futuro, è oltre, è un muro spezzato, è l’insorgere della luce nel presente, è vera utopia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La gente domani sarà migliore perché Dio opera e trasforma questa realtà umana e perché la chiesa, casa, “locanda” contribuirà a ristorare il loro spirito dalle asprezze quotidiane del presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il villaggio avrà una fontana ove dissetarsi, ancora di più avrà una “locanda” ove ognuno, buon samaritano di sé e dei fratelli potrà portare il proprio spirito piagato dalle prove della vita per rigenerarsi e vi ritornerà per ringraziare:&nbsp;<em>Ti rifonderò al mio ritorno&nbsp;</em>(Lc 10, 35).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Realizzare cose belle </strong>nella semplicità è un modo concreto per evangelizzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I credenti si sentono rispettati e presi sul serio. I mussulmani ci fanno le lodi più grandi dicendoci che lavoriamo veramente per Dio e per la gente. I lontani ammirano il segno e ci ringraziano dicendoci che dove arrivano i missionari cattolici non portano solo la fede ma anche la cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che sogno, che gioia dare a questa gente il calore e il sollievo della &#8216;locanda&#8217; di Dio</strong>! E’ come farli albergare nel cuore di Cristo, e far fare loro esperienza dell’amore del Padre, nel cuore di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che soddisfazione offrire la possibilità di un luogo caldo e vivibile a persone bastonate dalla vita, a gente assiderata da decenni di ateismo freddo, arido e disumano!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che gioia per noi missionari condividere la felicità dei poveri di&nbsp;<em>abitare nella casa del Signore!&nbsp;</em>(Sl 135, 2).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo mezzo secolo di cammino nel deserto invivibile del materialismo ateo, anche per loro si configura un approdo:&nbsp;<em>Quale gioia quando mi dissero andiamo alla casa del Signore e ora i nostri piedi si fermano alle tue porte Gerusalemme!&nbsp;</em>(Sl 122, 1-2).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padre Carmelo La Rosa</p>
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		<title>Da Evangelizzatori ad Evengelizzati</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/04/15/da-evangelizzatori-ad-evengelizzati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro catecumenato missionario ha vissuto un’altra fase decisiva e determinante dell’approccio, della ricerca e dell’incontro con Gesù, quando da “soggetti” di missione e di evangelizzazione ci siamo trovati, innanzitutto e profondamente, “oggetti” di missione e di evangelizzazione e, forse anche a motivo di questo, evangelizzatori perché evangelizzati. Ecco il grande dono della missione, diventare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il nostro catecumenato missionario ha vissuto un’altra fase decisiva e determinante dell’approccio, della ricerca e dell’incontro con Gesù, quando da “soggetti” di missione e di evangelizzazione ci siamo trovati, innanzitutto e profondamente, “oggetti” di missione e di evangelizzazione e, forse anche a motivo di questo, evangelizzatori perché evangelizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ecco il grande dono della missione</strong>, diventare noi missionari, terra di missione, terra da evangelizzare, gente che prova la gioia dell’incontro con Cristo, sempre più bisognosi di Lui e partecipi in prima persona, dell’incontro dei poveri con Lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto di Gesù mi hanno rivelato i profughi! </strong>Mi hanno mostrato Gesù in ogni parte, cellule del Corpo vivente di Cristo. Mi sono avvicinato al Cristo come mai avevo avuto occasione di fare prima in una maniera molto concreta: Cristo persona, uomo, corpo, sensibilità, sofferenza, dolore, scrutato quasi al microscopio, in ogni particolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ stata un’irruenza di luce, come per Paolo sulla via di Damasco, che ha frantumato le tenebre dell’<em>assenza</em>&nbsp;di Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Signore ci ha incontrati e provati con la Sua presenza e la Sua fisicità</strong>. In quel Cristo ormai ridotto a brandelli Pilato ha presentato l’Uomo: <em>Ecco l’Uomo!</em>, (Gv 19, 5) l’uomo per eccellenza. Oggi, di fronte ai kosovari avrebbe detto al mondo: <em>“ecco Gesù, ecco il volto di Gesù, ecco l’uomo che ha prestato a Gesù le sue membra, per farsi vedere e incontrare alla fine del secondo millennio!”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Padre Carmelo La Rosa</p>
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		<title>Venne ad abitare in mezzo a noi</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/04/01/venne-ad-abitare-in-mezzo-a-noi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 11:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ed ecco l’ora dell’incontro: il terzo grande momento del vissuto missionario. Gesù è passato per le nostre strade, è entrato nelle nostre case, l’abbiamo visto con i nostri occhi, lo abbiamo incontrato. E’ venuto a visitarci. La venuta dei profughi dal Kossovo è stata per noi una grande irruzione di Cristo. Lo abbiamo visto, l’abbiamo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Ed ecco l’ora dell’incontro: il terzo grande momento del vissuto missionario.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù è passato per le nostre strade, è entrato nelle nostre case, l’abbiamo visto con i nostri occhi, lo abbiamo incontrato. E’ venuto a visitarci. La venuta dei profughi dal Kossovo è stata per noi una grande irruzione di Cristo. Lo abbiamo visto, l’abbiamo incontrato ferito, sanguinante, scalzo, caricato della Croce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E’ stato un incontro terribile ma indelebile, un impatto incancellabile, una visione diffusa e universale di Gesù.</strong> Siamo rimasti sconvolti da tanto dolore e tanta prostrazione, ma non c’era dubbio: era la venuta di Gesù. Era Lui bisognoso di noi, era Lui al Calvario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era la Settimana Santa e l’abbinamento non era difficile da pensare e da vivere. Che Settimana Santa, che Venerdì Santo, che Passione! I nostri occhi erano smarriti, la nostra sensibilità bastonata, alla nostra bocca avevamo portato la mano per lo smarrimento. Si lavorava di giorno e non si riusciva a dormire la notte. I nostri cuori scoppiavano di dolore, le nostre teste erano smarrite nell’ottundimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una valanga crescente fino a superare il numero di 6.000 profughi in un paesino di 10.000 abitanti, la più grande impreparazione in tutti i campi, la più grande inadeguatezza: la casa piena di gente che veniva da fuori, la chiesa adattata a magazzino, il cortile pieno di kossovari e la baracca del custode trasformata in ambulatorio. Da fuori ci interpellavano con insistenza: “cosa possiamo fare?” non capivamo nulla!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Abbiamo potuto dare tanto aiuto</strong>, la storia valuterà l’immenso lavoro svolto grazie a coloro che ci sono stati vicino, ma per me l’esperienza, il ricordo, il vissuto è stato unico: Gesù Cristo, una visione prolungata e dilatata di Cristo. Il più grande e migliore catechismo e il più efficace corso teologico di cristologia. Anche noi, anch’io <em>ho visto il Signore!</em> (Gn 32,30).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esperienza è partita dall’impatto con gli occhi spaventati e disorientati dei profughi che avevo potuto vedere stupito, ad uno ad uno, durante i tre chilometri di Via Crucis del Venerdì Santo. Ho mirato agli occhi, vedevo quasi solo quelli, della gente che viaggiava a passo d’uomo nella fila ininterrotta di mezzi di trasporto precari e molto improbabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa hanno visto i miei occhi! </strong>Quanti occhi hanno visto i miei occhi, quali occhi hanno visto, quale universo di dolore! Questa visione oceanica era iniziata il Lunedì Santo, ma il Venerdì Santo raggiunse la vetta del Calvario! Seguivamo il racconto della Passione del Signore, mentre avevamo dentro di noi quella visione concreta della Passione e mentre passava davanti ai nostri occhi la folla innumerevole di persone a cui era stata tolta ogni dignità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dagli occhi al volto, dal volto al corpo e poi i piedi feriti dei fuggitivi, immagine dei piedi feriti di Gesù, le spalle cariche di Gesù, la spoliazione completa dei profughi e la spoliazione e l’obbedienza di Gesù al Padre. Attraverso il corpo degradato e profanato dei profughi leggevamo il vangelo della Passione e capivamo i dolori e le ferite di Gesù, spazio di accanimento e di spargimento di sangue. Dal corpo al Corpo, dall’uomo a Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Carmelo la Rosa</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Ed era notte</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/03/16/ed-era-notte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:36:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il sapore dello stupore nel cuore ho affrontato la difficilissima seconda fase della missione, quella della prova, nel tempo della rivoluzione. Il mio corpo non ha versato sangue ma il cuore ha sanguinato abbondantemente poiché le prove si moltiplicavano con i pericoli. Ho nuotato in un mare troppo vasto, con pesi, impegni, responsabilità superiori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con il sapore dello stupore nel cuore ho affrontato la difficilissima seconda fase della missione, quella della prova, nel tempo della rivoluzione. Il mio corpo non ha versato sangue ma il cuore ha sanguinato abbondantemente poiché le prove si moltiplicavano con i pericoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho nuotato in un mare troppo vasto, con pesi, impegni, responsabilità superiori alle capacità e possibilità, in un contesto movimentato e turbolento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sull&#8217;onda dell&#8217;emotività contro gli albanesi, a volte, mi sono sentito abbandonato e impotente a offrire qualsiasi aiuto.</strong> In quel conteso di assoluta fragilità istituzionale, chiunque poteva profittare della mia condizione di straniero, non violento, indifeso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">II Signore mi catechizzava con l&#8217;esperienza della notte fonda, mi portava a Lui non più nella strada dello stupore, ma nell&#8217;assenza della sua gloria!</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;improvviso mi sono ritrovato vittima indifesa dinanzi a un vulcano di violenza e di aggressività, all&#8217;impotenza dinanzi al male e al senso di mortificazione e di frustrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era il tempo del Calvario, l&#8217;ora delle tenebre, dell&#8217;attesa, del chicco di frumento che marcisce sotto terra per dare frutto, del prezzo da pagare, l&#8217;ora della Croce, della fede vera, del credere in ciò che non si vede: l&#8217;ora del Figlio sulla Croce: <em><strong>Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? </strong></em>(Mt 27, 46).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vuoto, il nulla, le tenebre, erano la mano di Dio che conduce alla luce del giorno. Ho vissuto nella mia carne la terribile passione di un popolo che mentre stava per riprendersi in tutti i campi, è ricaduto in un baratro di sangue, dolore e morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non potevo restare immune dal martirio e dal sacrificio, inghiottito nella fossa del pianto e nell&#8217;ora del dolore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padre Carmelo La Rosa</p>
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		<title>Parlateci di Gesù, lo stupore della richiesta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Padre Carmelo La Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 09:43:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La voce di Don Carmelo La Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La predicazione, in Missione, era una forte dimensione che riempiva di stupore. Assorbivano tutto con desiderio e gusto. Ascoltavano col fiato sospeso anche con gli occhi, con le mani e col viso. Parlare di Dio è una meravigliosa esperienza, infatti, la predicazione lega e mette in sintonia con la gente e ritorna in te come [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La predicazione, in Missione, era una forte dimensione che riempiva di stupore. Assorbivano tutto con desiderio e gusto. Ascoltavano col fiato sospeso anche con gli occhi, con le mani e col viso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parlare di Dio è una meravigliosa esperienza,</strong> infatti, la predicazione lega e mette in sintonia con la gente e ritorna in te come eco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ero venuto in Albania per occuparmi di aiuti Caritas, ma col segreto desiderio di fare un&#8217;esperienza di Gesù Cristo. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La domanda ricorrente era una richiesta religiosa.</strong> Mi chiedevano di parlare di Dio, di Gesù Cristo, della fede, della religione cattolica. Perciò forse era il caso di fermarmi, nonostante lo spauracchio delle impietose condizioni atmosferiche dell&#8217;inverno balcanico, delle scarse risorse e mezzi a disposizione e delle condizioni generali della vita: osare la Missione, contro le evidenze, senza garanzie e sicurezze, per fede come Abramo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente della provincia mi disse che il loro bisogno era soprattutto spirituale e il nostro compito primario era la predicazione e la formazione, ed anch&#8217;io mi sono convinto che non si può negare una risposta a chi ti chiede Dio ed esprime un bisogno spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finirono i quattro mesi previsti e sono rimasto lì, a parlare di Dio.</strong> Non so chi ne ha parlato di più; se io a loro o loro a me perché sono stato evangelizzato dal loro bisogno di Dio. Per poterlo donare l&#8217;ho cercato, per tentare di saziare la loro fame l&#8217;ho cavato fuori dal profondo di me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tanti giovani chiedevano il battesimo e attendevano impazienti: <em>“Quando riceveremo il battesimo?”</em> E poi insistevano col desiderio e la richiesta degli altri sacramenti!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime celebrazioni del battesimo ci hanno dato un&#8217; ondata di commozione, un indescrivibile fiume in piena di pianti e lacrime di gioia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appena arrivato in Albania sono stato colpito da due suore ormai anziane che il comunismo aveva costretto a vivere, nella segretezza, la loro vocazione. Erano le ultime sopravvissute all&#8217;era comunista del loro gruppo. A 70 anni facevano i voti religiosi. Erano rimaste novizie per tutta la vita e avevano atteso con speranza la fine del noviziato, conservando in casa, le Ostie consacrate che adoravano segretamente nella notte e che per tutti quegli anni non si sono rovinate!</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attesa e Io stupore sono state le prime note del mio personale catecumenato missionario, un cibo genuino incorruttibile che ha saziato profondamente il mio spirito e mi ha legato alla terra e alla gente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padre Carmelo La Rosa</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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