La predicazione, in Missione, era una forte dimensione che riempiva di stupore. Assorbivano tutto con desiderio e gusto. Ascoltavano col fiato sospeso anche con gli occhi, con le mani e col viso.
Parlare di Dio è una meravigliosa esperienza, infatti, la predicazione lega e mette in sintonia con la gente e ritorna in te come eco.
Ero venuto in Albania per occuparmi di aiuti Caritas, ma col segreto desiderio di fare un’esperienza di Gesù Cristo.
La domanda ricorrente era una richiesta religiosa. Mi chiedevano di parlare di Dio, di Gesù Cristo, della fede, della religione cattolica. Perciò forse era il caso di fermarmi, nonostante lo spauracchio delle impietose condizioni atmosferiche dell’inverno balcanico, delle scarse risorse e mezzi a disposizione e delle condizioni generali della vita: osare la Missione, contro le evidenze, senza garanzie e sicurezze, per fede come Abramo.
Il Presidente della provincia mi disse che il loro bisogno era soprattutto spirituale e il nostro compito primario era la predicazione e la formazione, ed anch’io mi sono convinto che non si può negare una risposta a chi ti chiede Dio ed esprime un bisogno spirituale.
Finirono i quattro mesi previsti e sono rimasto lì, a parlare di Dio. Non so chi ne ha parlato di più; se io a loro o loro a me perché sono stato evangelizzato dal loro bisogno di Dio. Per poterlo donare l’ho cercato, per tentare di saziare la loro fame l’ho cavato fuori dal profondo di me.
Tanti giovani chiedevano il battesimo e attendevano impazienti: “Quando riceveremo il battesimo?” E poi insistevano col desiderio e la richiesta degli altri sacramenti!
Le prime celebrazioni del battesimo ci hanno dato un’ ondata di commozione, un indescrivibile fiume in piena di pianti e lacrime di gioia.
Appena arrivato in Albania sono stato colpito da due suore ormai anziane che il comunismo aveva costretto a vivere, nella segretezza, la loro vocazione. Erano le ultime sopravvissute all’era comunista del loro gruppo. A 70 anni facevano i voti religiosi. Erano rimaste novizie per tutta la vita e avevano atteso con speranza la fine del noviziato, conservando in casa, le Ostie consacrate che adoravano segretamente nella notte e che per tutti quegli anni non si sono rovinate!
L’attesa e Io stupore sono state le prime note del mio personale catecumenato missionario, un cibo genuino incorruttibile che ha saziato profondamente il mio spirito e mi ha legato alla terra e alla gente.
Padre Carmelo La Rosa










