Quand’ero in Missione, in Albania, Basilio mi diceva: “Io sono un uomo dell’attesa. Da piccolo mio nonno mi faceva ascoltare, in segreto, la Radio Vaticana. Io non capivo il perché del segreto. Lui mi diceva: ‘Gesù è in lotta ma vincerà’. Mi invitava ad attendere il giorno in cui i sacerdoti avrebbero parlato liberamente di Dio e si sarebbero ricostruite le chiese. E’ morto nel 1985 prima di poter vedere e godere l’Atteso della sua vita. Nel 1990 ho visto quanto il nonno mi aveva preannunciato e vivo quotidianamente la gioia dell’incontro”.
Come il profeta Simeone, diversi anziani mi hanno detto: “Adesso posso anche morire e muoio contento perché avevo chiesto al Signore di non farmi morire prima di poter partecipare a una Messa, il Signore ha ascoltato la mia preghiera!” ( cfr. Lc 2, 29 – 30 ).
Una donna aveva 94 anni, aveva atteso una vita, veniva a Messa e si sedeva ai piedi del tavolino portatile che fungeva da altare, quasi a unificarsi e immedesimarsi col sacrificio di Gesù. Aveva premura: la morte per lei era in arrivo, ora che finalmente aveva potuto partecipare alla Messa. Voleva confessarsi e accostarsi alla Comunione, ma come fare? Io non capivo la sua lingua. Lei sentiva ormai vicina la sua ora; così ascoltai in albanese i suoi peccati e le detti l’assoluzione in un atto di fede. Fece di nuovo la sua prima Comunione, felice più che mai e non si vide più. Seppi poi dal figlio – anche lui molto anziano – che era morta.
All’inizio i ‘vecchi’ erano impazienti, chiedevano insistentemente:“Fateci vedere l’Ostia! Vogliamo vedere l’Ostia!” Attendevano da decenni quella miracolosa visione.
I primi mesi per preparare i fedeli alla Messa svolgevo delle paraliturgie nelle quali ogni domenica presentavo e celebravo un rito e un gesto della Messa. Fra l’altro, all’inizio, celebravo all’aperto e le persone – spinte dalla novità – venivano anche per curiosità e passatempo.
A fatica riuscivo a contenere la fretta degli anziani. Qualcuno addirittura pensò che fossi protestante e chiese: “Ma è cattolico?”
Con quel ‘fateci vedere l’Ostia, vogliamo veder l’Ostia’, gli anziani hanno passato al vaglio i missionari, nelle zone cattoliche delle montagne, per valutare se erano veramente cattolici. Chiedevano pure sul Papa e se i missionari (non cattolici) rispondevano che era ‘uno come tutti gli altri’, venivano respinti insieme ai loro aiuti.
Non si sono ancora abituati alla gioia e allo stupore della visione dell’Ostia. Alzano le mani, spalancano gli occhi e nella chiesa risuonano note sommesse di stupore.
Mi sono nutrito di stupore e di attesa. Appassionato ‘cercatore’ di Dio, mi sono saziato della semplicità dei poveri, dello stupore dei pastori e dei Re Magi, dinanzi alla grotta di Betlemme.
Don Carmelo La Rosa










