La città siciliana di Agrigento si aggiunge all’elenco delle Capitali europee della cultura, traguardo di grande prestigio da spendersi in direzione dello sviluppo sostenibile. Ambiziosi gli obiettivi contenuti in quel lemma “cultura” che si accompagna a città, leva e spinta per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie, la crescita, lo sviluppo economico e nell’imprenditorialità nei settori culturali e creativi, il benessere individuale e collettivo nel coinvolgimento delle giovani generazioni e del miglioramento dell’accessibilità.
Finalità in linea con il percorso di Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU, da pianificare in attività che sappiano dare “valore” al patrimonio materiale e immateriale della città, sviluppino curiosità di conoscerlo e per ciò stesso si trasformino in leva economica spendibile. La cultura si “apprezza”, dunque, e per tali finalità l’investimento è pari ad un milione di euro per il periodo di un anno, il che equivale a riconoscere anche quanto solidale possa essere il bilancio dello Stato Italiano nella pro-mozione delle realtà territoriali e dunque quanto noi cittadini contribuiamo alla crescita dell’intera comunità. Mi piace ricordarlo per dare corpo e significato al sentimento di soddisfazione di cui in questi giorni si nutrono gli agrigentini e noi tutti come anche allo spazio di speranza che tutto possa avere la prevista ricaduta socio-economica.
Nelle fasi risolutive sono sette gli esperti indipendenti della Giuria che analizza le candidature pervenute a pubblicazione del bando, sente le città finaliste, raccomanda al Ministro della cultura il nome del Comune, della Città metropolitana o dell’Unione di Comuni ritenuto più idoneo, dandone opportuna motivazione.
il Consiglio dei Ministri recepisce la proposta del Ministro della cultura con propria delibera che conclude l’iter.
L’iniziativa Capitale italiana della cultura è stata istituita con il decreto – legge 31 maggio 2014, n. 83, poi convertito dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. Si concretizza nella collaborazione tra Stato, Regioni e Enti locali all’interno del Programma finanziario Italia 2019.
È iniziato con le città di Cagliati, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, nel 2015, Mantova nel 2016, Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Per il 2020-21 è stata Parma, poi Procida per l’anno 2022, e di seguito Bergamo e Brescia, Pesaro. Per il 2026 l’Aquila sarà Capitale italiana della cultura.
Ad Agrigento guardiamo ora tutti, una città ricca di storia e di memorie certamente da rivalutare, ma soprattutto densa di prospettive. Una mission per la quale occorrerà ogni impegno dell’Istituzione come della cittadinanza. Il goal è lo sviluppo contro l’emarginazione e la povertà.
Mariolina Frisella










