E’ stato uno dei film più attesi dell’anno, e i numeri gli stanno dando pienamente ragione. Odissea, il kolossal di Christopher Nolan sul ritorno di Ulisse a Itaca, ha superato i 700 milioni di dollari di incassi globali dopo appena due settimane nelle sale, con la prospettiva concreta di raggiungere — e forse superare — il traguardo del miliardo. Solo in Italia, nei primi due weekend, il film ha incassato oltre 26 milioni di euro, contribuendo al miglior luglio di sempre per il box office nostrano. Un dato che colpisce ancora di più se si considera il pubblico: la metà degli spettatori del primo weekend aveva tra i 18 e i 34 anni, una fascia che il cinema in sala fatica solitamente ad attrarre.
Con un budget di circa 250 milioni di dollari, Odissea è il film più costoso mai realizzato da Nolan, e il primo lungometraggio della storia girato interamente con camere IMAX. Una scelta produttiva che si riflette anche nelle location: il regista ha voluto ambientazioni reali, senza ricorrere alla computer grafica, scegliendo alcuni dei paesaggi più suggestivi del Mediterraneo. La Sicilia ha avuto un ruolo centrale, con le riprese concentrate tra Favignana, nelle isole Egadi, e le isole Eolie — Lipari, Vulcano, Panarea e il piccolo isolotto di Basiluzzo — dove faraglioni, grotte marine e paesaggi vulcanici hanno dato volto ad alcuni degli episodi più celebri del poema omerico, dall’incontro con le Sirene alla dimora di Eolo, re dei venti. Le riprese hanno toccato anche la Grecia, il Marocco, la Scozia e l’Islanda.
Ma al di là dei numeri, cosa ha voluto raccontare davvero Nolan con il suo Ulisse? Il regista ha scelto di allontanarsi dall’eroe astuto e vittorioso della tradizione classica per restituire un uomo segnato dal trauma della guerra: un Ulisse che deve fare i conti con il senso di colpa per l’inganno del cavallo di Troia, letto quasi come la violazione di un patto di fiducia che ha condotto alla fine di un intero mondo. Il vero “mostro” da affrontare, più che Polifemo o le Sirene, sembra essere il tempo stesso — e la consapevolezza che, dopo un lungo viaggio, non si torna mai davvero nello stesso luogo da cui si è partiti.
Nel cast, accanto a Matt Damon nei panni di Ulisse, compaiono Anne Hathaway, Tom Holland, Charlize Theron, Zendaya e Robert Pattinson: un ensemble che ha contribuito non poco a trasformare un poema di quasi 3.200 anni fa in uno degli eventi cinematografici dell’estate 2026.










