Né sacra né sporca: perché per il grande filosofo napoletano la politica ha una dignità propria, e che cosa significa per chi serve la comunità
Sentiamo dire spesso che la politica è sporca, oppure che dovrebbe essere pura come una religione. Benedetto Croce (Pescasseroli 1866 – Napoli 1952) fu filosofo, storico, critico e senatore, e su questo punto ha una posizione molto chiara e diversa: la politica è una cosa seria, con una sua logica, che non va né demonizzata né idealizzata.
Un’attività dello spirito
Nella sua Filosofia dello Spirito, Croce distingue quattro forme fondamentali di attività umana: l’arte, il pensiero, l’azione economica o utile e l’azione morale. La politica appartiene per lui alla sfera pratica, ed è l’ambito della forza, della volontà e della vitalità: è ciò che consente a una società di organizzarsi, decidere e agire. Da questo punto di vista è un’attività autonoma, con regole proprie, e non si può ridurre alla predica morale. Chi pretende di governare soltanto con le buone intenzioni sbaglia, ma sbaglia anche chi la riduce a pura convenienza.
Croce riconosce a Machiavelli il merito di averne scoperto l’autonomia. Però non ne fa una zona senza morale. La politica esiste dentro la vita dello spirito, e i suoi fini si giudicano alla luce dell’etica e della storia. Così il politico che serve solo se stesso si condanna da solo.
La libertà come religione civile
Per Croce il fine più alto dell’azione politica è la libertà. Il suo liberalismo non è un programma economico ma una concezione della vita: la libertà è ciò che permette all’uomo di crescere e alle società di progredire. Fu anche coerente nei fatti. Nel 1925 scrisse il Manifesto degli intellettuali antifascisti, in risposta a quello degli intellettuali fascisti, e negli anni della dittatura continuò a lavorare e pubblicare, restando un punto di riferimento morale. Dopo la guerra fu tra i protagonisti della rinascita democratica e fondò a Napoli l’Istituto italiano per gli studi storici.
Che cosa ci dice oggi
La lezione ha un valore anche per una realtà come la nostra, che non fa politica ma serve la comunità: la politica ha bisogno di competenza, responsabilità e coraggio, e non di slogan. Il bene comune si costruisce con l’azione concreta e con un orizzonte ideale. Non serve indignarsi da lontano: chi pensa che la politica sia sporca dovrebbe chiedersi che cosa fa per pulirla, e quali azioni compie per contribuire a rendere più vivibile questa società.










