Nel cuore di Pisa, tra via San Martino e il Lungarno Galilei, sorge uno dei luoghi più intimamente legati alla storia dei Cavalieri di Malta in Toscana: la Chiesa del Santo Sepolcro, edificio a pianta ottagonale attestato già all’inizio del XII secolo, quando fu costruito come chiesa e ospedale annessi all’insediamento degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, presenti in città sin dal 1113. L’edificio è tradizionalmente attribuito a Diotisalvi, lo stesso architetto a cui si deve il Battistero di Pisa, e la sua forma ottagonale — ispirata all’architettura dei luoghi sacri gerosolimitani — ne fa un unicum nel panorama romanico toscano.
La chiesa fu per secoli sede del Priorato pisano dell’Ordine, un centro amministrativo e spirituale da cui dipendeva l’intera Toscana: qui l’Ordine, divenuto poi Cavalieri di Rodi e infine Cavalieri di Malta, governò per quasi sette secoli i propri possedimenti toscani, fino alla soppressione decretata agli inizi dell’Ottocento. Ancora oggi, sul palazzo che si affaccia sul Lungarno Galilei, è visibile il grande stemma che ricorda quella lunga presenza.

Ma è un cimelio in particolare a custodire il legame più profondo e commovente con la storia dell’Ordine: il busto-reliquiario di Sant’Ubaldesca, risalente al Quattrocento, che conserva ancora oggi, accanto a sé, la secchia che secondo la tradizione la Santa utilizzava per attingere acqua dal pozzo interno alla chiesa, mentre si prendeva cura dei pellegrini e degli ammalati ricoverati nell’attiguo ospedale gerosolimitano. Nata a Calcinaia nel 1136, Ubaldesca Taccini trascorse gran parte della sua vita proprio al servizio dei viandanti che transitavano da Pisa lungo le antiche vie di pellegrinaggio, diventando nei secoli una delle figure più venerate legate alla spiritualità ospitaliera dell’Ordine.
L’arredo interno della chiesa fu rinnovato in forme barocche nel 1720 per volontà del Gran Priore dell’Ordine di Malta Tommaso del Bene, per poi essere riportato, nel restauro ottocentesco, al suo aspetto originario medievale. Oggi la Chiesa del Santo Sepolcro resta un punto di riferimento per la Delegazione di Pisa del Sovrano Militare Ordine di Malta, che continua a custodirne la memoria e a celebrarvi ricorrenze e funzioni legate alla tradizione dell’Ordine.
Un monumento, dunque, che non è soltanto testimonianza architettonica di straordinario valore, ma autentico cuore pulsante della memoria ospitaliera in terra toscana: un luogo dove la pietra racconta ancora, dopo novecento anni, la vocazione all’accoglienza e alla cura che ha attraversato l’intera storia dei Cavalieri di Malta.










