Il Teatro Greco di Tindari accende la sua 70ª estate: musica, mito e grandi nomi

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Torna, per la settantesima volta, uno degli appuntamenti culturali più suggestivi della Sicilia: il Tindari Festival, in scena nella cornice millenaria del Teatro Greco di Tindari, sul golfo di Patti, dal 3 luglio al 30 agosto 2026. La direzione artistica è affidata a Mario Incudine, che per questa edizione anniversario ha scelto un titolo evocativo e profondo — Abumanesimo — l’essere, il non essere, il perire, dedicato alla memoria di Beniamino Joppolo — a fare da filo conduttore di un cartellone che intreccia teatro classico e contemporaneo, musica, danza e grandi eventi.

Ad aprire ufficialmente la stagione è un evento fuori dal comune: Biagio Antonacci, con il suo progetto Unplugged 2026, terrà al Teatro Greco una residenza di dieci concerti consecutivi, dal 3 al 18 luglio, riportando in chiave acustica i brani più amati della sua carriera trentennale, accompagnato da un quartetto d’archi. Una scelta che mette in dialogo la purezza del suono con l’acustica naturale del teatro di pietra, in un contesto che il pubblico raramente ha occasione di vivere con questa intimità.

Da lì in avanti il cartellone si apre al grande repertorio classico e alla drammaturgia contemporanea. Tra gli appuntamenti più attesi, Truculentus di Plauto, in un nuovo adattamento firmato da Roberto Cavosi; Aiace di Sofocle, per la regia di Sergio Maifredi; Pseudolus, ancora Plauto, diretto da Enrico Zaccheo con Eugenio Mastandrea protagonista; e Fedra di Ghiannis Ritsos, interpretata da Elisabetta Pozzi. Non manca il legame con l’attualità culturale dell’anno: nel 2026 l’Italia celebra gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, e Aldo Cazzullo porta in scena un racconto dedicato al santo di Assisi, tra devozione, storia e poesia.

Il festival non dimentica la propria vocazione civile e sociale: il 24 luglio, sul palco del Teatro Greco, un progetto di teatro in carcere — nato dalla collaborazione tra le Case Circondariali di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto e diverse compagnie del territorio — porterà in scena, con la regia di Moni Ovadia e dello stesso Mario Incudine, un lavoro sull’Eschilo, a testimonianza della capacità del teatro di attraversare anche i luoghi più difficili.

Completano il programma altri titoli attesi come Elettra 1944 con Pamela Villoresi e Giulio Corso, e diversi appuntamenti nella sezione “Gymnasium” e “Tindari Extra”, che allargano la proposta culturale della rassegna anche a formati più raccolti e sperimentali.

Un’estate, dunque, che conferma Tindari come uno dei palcoscenici naturali più identitari del Mediterraneo, capace di tenere insieme, come da settant’anni a questa parte, la grande tradizione classica e gli sguardi più nuovi sulla scena contemporanea.

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