L’Ordine che ebbe una moneta propria

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I Cavalieri di Malta tra coloro che batterono moneta: il tari maltese, piccolo capolavoro di numismatica sacra e politica


Pochi sanno che l’Ordine di San Giovanni non fu soltanto un esercito di monaci-guerrieri né soltanto un ospedale itinerante attraverso il Mediterraneo: fu, per quasi tre secoli, un vero e proprio Stato sovrano con tutti gli attributi della sovranità — territorio, leggi, flotta, diplomazia, e moneta propria. Anzi, la moneta dell’Ordine — il tari maltese — è uno dei più affascinanti documenti di come il potere religioso e quello politico si fondessero in un unico simbolo metallico.

Il tari era una piccola moneta d’argento (e in alcuni periodi d’oro) che circolava non solo a Malta ma in tutto il Mediterraneo. Su un lato campeggiava l’immagine del Gran Maestro regnante, trattato con la stessa dignità riservata ai re d’Europa; sull’altro, la croce ottagona bianca su fondo rosso — l’emblema dell’Ordine — o l’immagine di San Giovanni Battista. Ogni cambio di Gran Maestro produceva una nuova serie di coniazioni, rendendo le monete dell’Ordine un archivio metallico della sua storia.

Ogni tari è un documento: racconta chi comandava, cosa si credeva, quanto l’Ordine si sentiva pari tra i pari delle grandi monarchie europee.

La curiosità più singolare riguarda il valore simbolico attribuito a queste monete nelle botteghe e nei porti del Mediterraneo. Essendo l’Ordine percepito come una potenza neutrale — non spagnola, non francese, non ottomana — il tari godeva di una fiducia inusuale. I mercanti preferivano spesso usarlo come moneta di conto nelle transazioni internazionali, quasi fosse una sorta di valuta di riserva ante-litteram del Mar Nostrum.

Con la caduta di Malta nel 1798 e la perdita della sovranità territoriale, le coniazioni cessarono. Ma i tari sopravvissuti continuano a comparire nelle aste numismatiche di tutto il mondo, piccoli dischi di metallo che contengono, compressa in pochi grammi, tutta la straordinaria parabola di un Ordine che fu nazione, esercito, ospedale e Stato.

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