Il Gran Maestro S.E. Giuseppe Madia e il Priore di Catania S.E. Francesco Battista portano conforto alle suore e agli ammalati. L’ambulatorio olistico dedicato al Beato Padre Luigi Tezza, tre anni dopo la sua inaugurazione, continua a essere un faro di cura integrale.
Nel giorno più luminoso dell’anno cristiano, rappresentanti del Gran Priorato di Sicilia e della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta — il Gran Maestro S.E. Giuseppe Madia, e il Priore di Catania, S.E. Francesco Battista — si sono recati a Villa Serena di Sant’Alfio per portare un gesto concreto di compassione e vicinanza alle sofferenze degli ammalati ospitati nella struttura.
«È come una santa.» Queste parole, pronunciate dal Gran Maestro al termine della visita, risuonano come il sigillo più autentico di una giornata segnata dalla grazia pasquale.

La visita si è svolta in un clima di profonda raccoglimento e fraternità. Suor Rosa, superiora della comunità, e le sorelle di Villa Serena hanno accolto i cavalieri con quella serenità silenziosa che contraddistingue chi ha scelto di fare del servizio agli ultimi il centro della propria vita. La superiora, con amorevolezza e dolcezza instancabili, accompagna quotidianamente gli ammalati nel loro cammino, offrendo conforto spirituale e presenza concreta: un’opera che il Gran Maestro ha voluto riconoscere con parole di profonda ammirazione.
Al centro di questa visita pasquale vi è anche l’ambulatorio infermieristico olistico inaugurato tre anni fa all’interno di Villa Serena e dedicato al Beato Padre Luigi Tezza, fondatore delle Figlie di San Camillo. Questa struttura rappresenta una sintesi straordinaria tra fede, scienza e umanità: animata dagli insegnamenti di San Camillo de Lellis — il cui motto «Più cuore in quelle mani» risuona in ogni gesto compiuto al capezzale di un malato — l’ambulatorio si propone di prendersi cura della persona nella sua interezza attraverso un approccio di Nursing Olistico fondato su principi scientifici rigorosi.
Il concetto del TO CARE — prendersi cura — che orienta tutta l’attività dell’ambulatorio non è semplicemente una tecnica infermieristica, ma una filosofia che considera l’essere umano nella sua globalità: corpo, mente, spirito e relazioni sociali. Ogni intervento tiene conto della dimensione biologica quanto di quella emotiva e trascendente del paziente, restituendo dignità e centralità alla persona nel suo momento di maggiore fragilità.
La visita pasquale dei Cavalieri di Malta si inserisce perfettamente nella tradizione ospitaliera millenaria dell’Ordine, che da Gerusalemme a Rodi, da Malta alle strutture di cura contemporanee, non ha mai smesso di portare la propria presenza accanto ai sofferenti.
Là dove la vita sembra soccombere, la carità cristiana annuncia che la speranza non muore.










