Quando le campane riprendono a suonare e il profumo di incenso riempie le chiese, il popolo albanese sa che è Pasqua. Non una Pasqua qualunque: una celebrazione che porta con sé oltre cinquecento anni di storia, fede, lingua e identità. La Pashkët — la Pasqua albanese — è molto più di una ricorrenza religiosa. È il cuore pulsante di una cultura che ha resistito alle invasioni, al regime e all’oblio.
In Albania la Pasqua viene celebrata in una duplice forma: quella cattolica, secondo il calendario gregoriano, e quella ortodossa, generalmente una settimana più tardi seguendo il calendario giuliano. Le due ricorrenze assumono un significato ancora più profondo perché, durante il regime comunista, qualsiasi forma di celebrazione religiosa era vietata. Festeggiare la Pasqua era un atto di ribellione silenziosa. Oggi quelle tradizioni sono tornate a splendere, più vive che mai.

Tra i riti più belli e simbolici vi sono le uova rosse, preparate per il Sabato Santo. Il loro colore rosso simboleggia la risurrezione e la vita eterna; ogni commensale rompe il proprio uovo battendolo contro quello del vicino, pronunciando una frase benaugurale, e l’uovo che sopravvive intatto viene conservato fino all’anno successivo come guardiano della famiglia. Un gesto semplice, carico di una sacralità che attraversa le generazioni.
La tradizione albanese si è conservata in modo straordinario anche in Italia, in particolare a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, dove gli albanesi d’Italia — gli arbëreshë — custodiscono da oltre cinquecento anni la fede e le tradizioni attraverso il rito greco-bizantino. Qui la Settimana Santa è un evento di portata eccezionale: la Domenica di Pasqua si apre con l’esposizione di un Santo Velo, una reliquia ricamata portata in processione, seguita dall’Inno della Resurrezione, e si conclude con il corteo delle donne in costume tradizionale albanese del ‘400, al termine del quale il sacerdote impartisce la benedizione e distribuisce le uova rosse.
In Albania, a Korça, città a prevalenza ortodossa, la Cattedrale della Resurrezione di Cristo è il luogo principale dove le famiglie si riuniscono per la messa del Sabato Santo, mentre il giorno di Pasqua i tavoli abbondano di uova e agnello, la carne tradizionale della festa.










