Sono passate ormai due settimane da quando la notizia ha iniziato a circolare sui giornali, suscitando stupore e fierezza tra i cittadini di Milazzo e, più in generale, in tutta la Sicilia: il nonno paterno di Papa Leone XIV – all’anagrafe Papa Prevost – era nato proprio a Milazzo, in provincia di Messina. Una scoperta che non solo aggiunge un nuovo tassello alla storia personale del Pontefice, ma che ci ricorda quanto l’identità siciliana abbia lasciato un’impronta profonda nel mondo, anche oltre oceano.
Tutto nasce dalle ricerche incrociate condotte dal Genealogy Discord Server e dal Centre de Généalogie, due enti specializzati in studi genealogici, che hanno ricostruito la linea paterna del Papa fino a Salvatore Giovanni Riggitano, nato a Milazzo il 24 giugno 1876, in una casa di via Ottaviana. Salvatore era figlio di Santi Riggitano, usciere di 50 anni, e di Maria Alioto, 42 anni, sposati nel lontano 1853. Le fonti? Documenti ufficiali, riportati anche dalla Gazzetta del Sud, che ha pubblicato i certificati di nascita e matrimonio rilasciati dal Comune di Milazzo.
Secondo quanto emerso, Salvatore Giovanni emigrò negli Stati Uniti nel 1904, raggiungendo la sorella Rosa a Quincy, Illinois, che era sbarcata l’anno prima a New York con la nave Lombardia, partita da Napoli. Una storia familiare come tante, quella di migliaia di siciliani che, tra fine Ottocento e inizi del Novecento, lasciarono la propria terra in cerca di una vita migliore. E non sorprende, dunque, che anche i predecessori di Papa Leone XIV abbiano seguito quel flusso migratorio imponente che vide l’America investita da un’ondata di italiani, moltissimi dei quali provenienti proprio dalla Sicilia.
Una volta negli Stati Uniti, Salvatore Giovanni cambiò identità: diventò John, e assunse il cognome Prevost, quello della madre della moglie Suzanne. Pare che alla base di questo cambiamento vi fosse anche una questione delicata: un precedente matrimonio che lo aveva spinto a ripartire da capo, cambiando nome e ricominciando sotto una nuova luce. Intanto, iniziava a lavorare come insegnante di lingue, italiano compreso.
Ma la vera svolta nella ricostruzione genealogica arriva da un piccolo annuncio pubblicato sul Chicago Tribune il 6 maggio 1934, firmato da un tale “Riggitano-Prevost”. A confermare il collegamento, un documento del 1940, in cui Salvatore/John dichiarava ufficialmente alle autorità di non essere cittadino americano, specificando il proprio nome originale: Salvatore Giovanni Reggitano Alioto, includendo così anche il cognome materno.
A Milazzo, la notizia ha creato un’ondata di emozione, che si è tradotta in azione concreta. Il sindaco Pippo Midili, in una nota pubblica, ha dichiarato:
«Quando abbiamo appreso della ricostruzione dell’associazione internazionale per gli studi genealogici italiani sulla possibile origine milazzese degli antenati di Papa Leone XIV, ci siamo immediatamente attivati. Attraverso gli atti di nascita e il certificato di matrimonio, prodotti dai nostri uffici demografici, abbiamo potuto confermare che il nonno del Pontefice è nato a Milazzo. Ora procederemo a ‘pergamenare’ questi atti ufficiali, inviandoli con una nota al Vaticano. Speriamo che possa far piacere a Papa Leone sapere di queste sue radici italiane, e in particolare siciliane e milazzesi».
Un gesto simbolico, ma ricco di valore, che sottolinea quanto questa scoperta abbia toccato il cuore della comunità. Il sindaco ha anche lasciato intendere che, in accordo con la Santa Sede, si potranno valutare in futuro ulteriori iniziative legate a questa riscoperta storica, non appena sarà ufficializzata la Segreteria di Stato del Vaticano.
E così, mentre la notizia si sedimenta e lascia spazio alla riflessione, una cosa resta chiara: noi siciliani ci sentiamo più vicini al Papa. Sì, perché sapere che tra le sue radici c’è un pezzo della nostra terra, delle nostre storie di emigrazione e di coraggio, ci riempie d’orgoglio. In fondo, non è poi così sorprendente: la storia dell’Italia, e della Sicilia in particolare, è anche la storia di chi ha attraversato il mare portando con sé le tradizioni, la lingua, la fede e l’identità. E oggi, quel filo invisibile che unisce Milazzo a Roma, passando per Quincy e Chicago, ci ricorda che anche da un piccolo paese della costa tirrenica può partire un cammino destinato a lasciare il segno nel mondo.










