Due grandi pittori, due cavalierati conferiti come riconoscimento del loro genio
Nella storia dell’Ordine di San Giovanni, la Croce a otto punte è stata anche una ricompensa. Nel Seicento due maestri della pittura la ricevettero in cambio del loro talento.
Caravaggio, la Croce in premio
Nel 1607 il Gran Maestro Alof de Wignacourt accolse sotto la sua protezione Caravaggio, oggi ancora presente a La Valletta con la Decollazione di San Giovanni Battista e il San Girolamo scrivente. Il primo lavoro fu proprio un ritratto di Wignacourt in armatura, oggi al Louvre. Al Gran Maestro piacque tanto che, come racconta Bellori, gli “donò in premio la Croce”. Il pittore fu nominato cavaliere il 14 luglio 1608. Sul suo grado le fonti antiche e moderne divergono, ma il senso non cambia: era un onore conferito per meriti d’arte.
Il successo durò poco. Caravaggio fuggì dall’isola dopo una rissa in cui rimase ferito un cavaliere. Restano però il suo capolavoro nella Concattedrale e una pagina indimenticabile della storia dell’arte.
Mattia Preti, il “Cavalier Calabrese”
Il secondo protagonista è Mattia Preti (Taverna, 1613 – Malta, 1699). È noto come “Cavalier calabrese” perché cavaliere di Malta dal 1642. A Malta arrivò nel 1660 e il 15 settembre 1661 il Gran Maestro Rafael Cotoner lo promosse Cavaliere di Grazia, proprio per i suoi meriti d’artista. Il Gran Maestro Cotoner gli affidò nel 1661 l’affresco della volta della Concattedrale di San Giovanni. Preti divenne il pittore ufficiale dell’Ordine, restò a Malta fino alla morte e guidò una grande bottega che trasformò l’isola in un cantiere barocco.










