“Servi inutili”: don Carmelo La Rosa racconta mezzo secolo di sacerdozio

Redazione
Redazione - EG Communication
5 minuti di lettura

Cinquant’anni di sacerdozio non si raccontano in un elenco di date. Si raccontano come si prega: con una certa lentezza, lasciando che le cose sedimentino, che emergano i significati che sul momento erano impercettibili. È esattamente quello che ha fatto don Carmelo La Rosa, rettore del Santuario di Santa Maria della Vena, nel suo ultimo libro — Servi Inutili. Cinquant’anni di Grazia — presentato il 24 agosto scorso al Santuario all’aperto di Vena in una serata che ha saputo unire rigore intellettuale e calore umano.

Il titolo, volutamente paradossale, viene dal Vangelo di Luca: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.” Parole che non suonano come sconfitta, ma come la forma più lucida di libertà: quella di chi non cerca riconoscimenti, ma senso. E di senso, in questo libro, ce n’è parecchio.

Il libro

Non è un’autobiografia nel senso convenzionale del termine. Don La Rosa non insegue la cronaca della propria vita — non ci sono ricostruzioni giornalistiche degli eventi, non c’è l’ansia di non tralasciare nulla. C’è invece qualcosa di più difficile da costruire: la capacità di rileggere il vissuto alla luce della fede, di individuare in ogni svolta, in ogni imprevisto, la presenza — ora attiva, ora solo permissiva — del Signore. Una prospettiva che cambia tutto, perché trasforma anche le fratture e le stagioni buie in capitoli necessari. “Nulla è stato inutile, ma tutto è servito”, scrive don La Rosa. È una frase che funziona come chiave di lettura dell’intera opera.

La scrittura è per l’autore qualcosa di più di uno strumento espressivo: è essa stessa atto spirituale. Il suo motto — scrivo pregando e prego scrivendo — non è un gioco di parole, ma la descrizione precisa di un metodo. E lo si sente: le pagine hanno il ritmo di chi non ha fretta di arrivare, perché sa che il cammino è già la destinazione.

Tra i capitoli più densi sul piano umano, quelli dedicati all’esperienza missionaria in Albania, paese che don Carmelo ha attraversato per oltre un decennio in un periodo tra i più complessi della sua storia recente — quello della ricostruzione post-comunista, quando intere generazioni dovevano reimparare persino il vocabolario della fede. Un’esperienza che lo ha trasformato quanto le comunità albanesi che ha servito, e di cui nel libro restituisce la misura senza indulgere alla commozione facile.

L’evento

La presentazione, condotta con sensibilità letteraria da Isidori Raciti, ha alternato letture di brani scelti a interventi musicali: i maestri Egidio Di Mauro al pianoforte e Rosario Tizzone al flauto hanno eseguito trascrizioni di brani dalla vocazione mariana, ciascuno introdotto da un breve contesto storico, trasformando gli intermezzi in momenti di ascolto a sé stanti.

Al tavolo dei relatori, il vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti — presidente della Conferenza Episcopale Siciliana — ha offerto una prolusione che ha saputo aprire il libro senza svelarlo, indicando al pubblico non i contenuti ma le domande che il testo suggerisce. Ha parlato della centralità dell’Altare e dell’Ambone nella vita di don Carmelo, di quella Parola che non può restare astratta ma deve “diventare vita” per sprigionare tutta la sua forza. Una riflessione che, nel contesto della serata, è risuonata come un invito tanto spirituale quanto letterario.

Don Carmelo ha risposto alle sollecitazioni del vescovo con la misura di chi ha già detto tutto per iscritto, ma non si sottrae al dialogo. I suoi interventi hanno integrato alcune delle pagine più coinvolgenti, lasciando intuire che il libro è solo la forma compiuta di una conversazione che continua.

Presenti anche il vescovo di Patti mons. Guglielmo Giombanco, il vicario mons. Agostino Russo, il sindaco di Piedimonte Etneo avv. Ignazio Puglisi, altri rappresentanti civili e una platea numerosa di prelati, religiosi e fedeli.

Sponsor

Redazione
By Redazione EG Communication
Seguici
Business journalist and event planner presso EG Communication
Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *