Pubblichiamo oggi, nell’esercizio del diritto di replica sancito dalla legge sull’editoria, arti. 8 Legge n. 47/1948, la lettera inviata alla nostra testata dalla Prof.ssa Maria Stella Sciuto, ex Dama di Gran Croce della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi Knights of Malta e Ministro Straordinario della Santa Comunione, in riferimento a un articolo pubblicato alcuni mesi fa relativo all’iniziativa benefica della Confederazione a Brasília.
La pubblichiamo integralmente e senza modifiche sostanziali, come richiesto, perché riteniamo che il diritto a una corretta informazione non ammetta distinzioni tra chi la notizia la produce e chi ne è soggetto.
«Non ho mai benedetto quei pacchi alimentari», e desidero si chiarisca la vicenda del Brasile
Mi chiamo Maria Stella Sciuto, e sento il dovere di chiarire una vicenda che mi ha profondamente amareggiata. Mi riferisco a un articolo pubblicato dal vostro quindicinale online Lo Scudo Magazine, firmato dal Direttore Responsabile Elena Grasso, nel quale sono state riportate affermazioni che non corrispondono a quanto realmente accaduto durante un’iniziativa benefica svoltasi in Brasile. Dopo la cerimonia abbiamo partecipato anche a un’iniziativa di solidarietà ed abbiamo visitato una struttura denominata “Brasil Te Ama”. Insieme agli altri partecipanti abbiamo distribuito pacchi alimentari alle famiglie assistite. È proprio durante quella visita che nasce il fatto che oggi desidero chiarire. La ricostruzione fatta dal vostro giornale mi preoccupa, perché coinvolge direttamente il mio ministero ecclesiale e l’onorabilità della mia stessa persona. Sono Ministro Straordinario della Santa Comunione e svolgo il mio servizio accanto agli ammalati e alle persone più fragili, sia presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania sia nella mia comunità parrocchiale. Attribuirmi comportamenti che non ho mai tenuto significa mettere in discussione la mia credibilità e il rispetto delle norme della Chiesa. Ritengo che il punto travisato, è stata la differenza tra un semplice augurio e una benedizione liturgica. Dire “Dio ti benedica” è un’espressione comune. Una benedizione impartita nel senso proprio del termine, invece, è un atto liturgico che appartiene al ministero sacerdotale. Io non ho assolutamente benedetto quei “pacchi alimentari”, ed io mi limitai a partecipare insieme agli altri presenti consegnando i pacchi alimentari e pronunciando semplicemente il saluto francescano: “Pace e Bene”. Nulla di più. Quindi smentisco categoricamente quanto riportato nell’articolo dove è stato scritto erroneamente che avrei benedetto i “pacchi alimentari”, e questa affermazione è stata associata al mio nome e alla mia qualifica di Dama, e chi legge può facilmente pensare che io abbia compiuto un atto che, invece, non ho mai compiuto. Non vi è alcun gesto di benedizione. Non so come sia nato questo equivoco, ma posso soltanto osservare che la giornalista non era presente all’evento e che nessuno mi ha contattato prima della pubblicazione per verificare i fatti. È proprio questo l’aspetto che mi ha colpita maggiormente, poiché ciò richiama al tema della deontologia professionale. Ritengo che chi svolge la professione giornalistica abbia il dovere di verificare le informazioni e ascoltare le fonti, soprattutto quando vengono attribuite dichiarazioni o comportamenti che possono incidere sulla reputazione di una persona. È lo stesso principio che vale in ogni professione: prima di affermare qualcosa bisogna documentarsi. Io confermo quindi di avere pronunciato soltanto il saluto: “Pace e Bene”, e “Pace e Bene” è il tradizionale saluto francescano e rappresenta l’unica espressione che ho rivolto alle persone durante la distribuzione dei pacchi. Il messaggio conclusivo che desidero lasciare è quello di ristabilire la verità dei fatti. Quindi, chiedo la pubblicazione integrale della mia lettera.
Sciuto Maria Stella S.A. di Battipaglia, 19 agosto 2026
Nota della Redazione — Lo Scudo Magazine
Lo Scudo Magazine accoglie la richiesta della Prof.ssa Maria Stella Sciuto e ringrazia per la chiarezza con cui ha posto la questione. Il Gran Maestro della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi Knights of Malta, S.E. Giuseppe Madia ha assunto personalmente la responsabilità dell’accaduto e ha autorizzato la seguente nota a nome proprio e della redazione.
Il Gran Maestro si scusa con la Prof.ssa Maria Stella Sciuto e con i lettori per l’inesattezza contenuta nell’articolo originario.
Le scuse sono doverose e sentite, ma desideriamo esprimere anche la nostra posizione in merito: Premesso che questo Magazine non ha mai scritto, in nessun passaggio dell’articolo originario, le parole “benedizione liturgica”, il Gran Maestro Madia ha accolto le parole “Pace e Bene” che la Prof.ssa Sciuto ha pronunciato nel suo saluto alle famiglie assistite e durante la consegna dei pacchi alimentari — in buona fede, da cristiano — come un gesto di benedizione nel senso laico e umano del termine, e ha trasmesso questa lettura alla Direttrice Responsabile, dott.ssa Elena Grasso, che non era presente alla trasferta e che, come da prassi consolidata sin dalla fondazione della testata, ha interloquito con l’unica persona che puntualmente la informa dei fatti e degli eventi in programma: il Gran Maestro stesso. Per inciso, la dott.ssa Grasso, consapevole della mole di lavoro prevista in prossimità o post evento in cui sono coinvolti molti attori, essendo sola in redazione, e per alleviare le fatiche del Gran Maestro, ha sempre incoraggiato i membri della Confederazione a contattarla direttamente per garantire articoli precisi e verificati. Tale invito, in tutte le circostanze, non ha prodotto i suoi frutti.
Venuti a conoscenza della manifestazione di disappunto da parte della prof.ssa Sciuto, e pensando di fare cosa a lei gradita, abbiamo rimosso silenziosamente la frase in questione per rispetto della sua sensibilità, quindi per non suscitare polemiche inutili che non avrebbero giovato a nessuno. Attribuirle, anche involontariamente, un gesto che potesse interferire con il suo ruolo di Ministro Straordinario della Santa Comunione era qualcosa che non volevamo né intendevamo fare. Per questo chiediamo scusa — per la forma imprecisa, per il disagio che ne è derivato.
Tuttavia, e lo diciamo con rispetto, crediamo che la parola “benedizione” — nel suo significato laico — non costituisca un errore di sostanza.
La parola “benedizione” porta in sé, nella sua stessa radice latina, il verbo bene-dicere, dire bene, un atto della parola che ogni essere umano — e ogni cristiano in particolare — è chiamato a compiere ogni giorno. Pronunciare parole che fanno bene, che portano bene, che costruiscono bellezza e grazia attorno a chi le riceve: questo è bene-dire. Questo è ciò che il Gran Maestro ha visto nella Prof.ssa Sciuto mentre consegnava cibo alle famiglie bisognose pronunciando “Pace e Bene” — il saluto che Francesco d’Assisi lanciava nel mondo non come formula, ma come seme intenzionale di bene.
Papa Francesco lo ha ricordato con parole di straordinaria chiarezza: “Non possiamo solo benedire questo Dio che ci benedice, dobbiamo benedire tutto in Lui, tutta la gente, benedire Dio e benedire i fratelli, benedire il mondo: questa è la radice della mitezza cristiana. Se tutti noi facessimo così, sicuramente non esisterebbero le guerre.”
È in questa luce che il Gran Maestro ha letto il gesto della Prof.ssa Sciuto. Una lettura che lei non condivide, e che rispettiamo. Avremmo dovuto scegliere con più cura le parole per restituirla, evitando una sintesi che si prestava a un’interpretazione diversa da quella intesa. Per questo ci scusiamo.
La Redazione de Lo Scudo Magazine Il Gran Maestro S.E. Giuseppe Madia










