Lorenzo Cherubini non si accontenta di andare in tour. Lui il tour lo attraversa — letteralmente — in bicicletta. E così, nei giorni scorsi, la Sicilia si è ritrovata a fare i conti con un Jovanotti in maglia da ciclista che scendeva da un traghetto a Messina per poi pedalare verso Palermo lungo la costa tirrenica, tappa dopo tappa: Milazzo, dove si è concesso una sosta per una granita ai gelsi e mandorle tostate; Capo d’Orlando, dove ha pernottato; Cefalù; e poi via, verso la città. Lungo la strada, a Santo Stefano di Camastra, il sindaco Francesco Re lo ha accolto di persona con in dono un piatto in ceramica locale. A Casteldaccia, ultima sosta prima di Palermo, ancora foto, ancora abbracci.
“Questo jovagiro è qualcosa di meraviglioso — ha scritto sui social — le strade sono una festa, i km un ritmo bellissimo e pieno di vita.” Il termine richiama il Cantagiro degli anni Sessanta, quella tradizione italiana del tour itinerante che Jovanotti ha reinventato sostituendo il pullman con la bicicletta. È un gesto coerente con lo spirito del suo Jova Summer Party – L’Arca di Loré: un progetto che è molto più di una serie di concerti, è un racconto collettivo in movimento.

I concerti all’Ippodromo La Favorita di Palermo — il 29 e il 30 agosto — sono stati il cuore di questa tappa siciliana. Un doppio appuntamento che ha riportato Jovanotti in Sicilia dopo otto anni di assenza. La Favorita ha tremato, ballato, cantato. Sul palco, nella seconda serata, ospiti come Jimmy Sax, Venerus, Ali Selecta e Botteghi, Elasi, Eva Blood, Fresco. Il format del Jova Summer Party prevede una giornata intera di musica, non solo lo show serale: un festival dentro il festival, con la stessa energia caotica e festosa che caratterizza ogni evento targato Lorenzo.
Palermo era pronta — sette treni notturni straordinari predisposti da Trenitalia, ordinanze comunali, parcheggi aggiuntivi — ma soprattutto era euforica. Certi ritorni si aspettano, si preparano, si meritano.












