Jean de la Valette: il Gran Maestro che difese la Sicilia e salvò l’Occidente

Redazione
Redazione - EG Communication
4 minuti di lettura

Tra i Gran Maestri che hanno segnato la storia dell’Ordine di San Giovanni, un nome si staglia sopra tutti per la sua influenza sul Mediterraneo e sulla Sicilia: Jean Parisot de la Valette, Gran Maestro dal 1557 al 1568. La sua figura è inseparabile dal grande dramma del 1565, l’Anno del Grande Assedio, quando i Cavalieri di Malta — con la Sicilia come retroterra strategico fondamentale — resistettero per quattro mesi all’esercito ottomano di Solimano il Magnifico, salvando di fatto l’Europa cristiana da una possibile invasione.

De la Valette era nato in Tolosa nel 1494, in una famiglia nobile della Guascogna. Entrò nell’Ordine giovanissimo e scalò i ranghi attraverso decenni di servizio militare, diplomatico e ospedaliero. Fu schiavo dei Turchi per un anno dopo la caduta di Rodi nel 1522, esperienza che forgiò in lui una determinazione incrollabile. Quando fu eletto Gran Maestro, l’Ordine aveva trovato in lui il condottiero di cui aveva bisogno.

La Sicilia: base strategica e rifugio dell’Ordine

Il legame di de la Valette con la Sicilia era profondo e non soltanto strategico. L’isola era la principale fonte di rifornimenti, uomini e denaro per Malta. Dal porto di Messina e da quello di Siracusa partirono durante l’Assedio del 1565 i soccorsi che permetterono ai Cavalieri di resistere. Il Gran Soccorso — il contingente di truppe inviate dalla Sicilia sotto il comando del Viceré García de Toledo — arrivò il 7 settembre 1565, volgendo definitivamente le sorti dello scontro.

De la Valette aveva coltivato con cura i rapporti con le autorità siciliane e con la Corona di Spagna, che governava l’isola. Sapeva che senza la Sicilia Malta non avrebbe potuto sopravvivere. E la Sicilia, a sua volta, aveva molto da guadagnare da una Malta forte: un bastione avanzato che proteggeva le coste siciliane dalle incursioni barbaresche, che saccheggiavano regolarmente i villaggi costieri rapendo uomini, donne e bambini.

La Valletta: un monumento siciliano nel cuore del Mediterraneo

Dopo la vittoria del 1565, de la Valette intraprese la costruzione di una nuova città sul promontorio di Malta, che avrebbe portato il suo nome per l’eternità: La Valletta, oggi capitale di Malta e patrimonio dell’UNESCO. La città fu progettata come una fortezza imprendibile, ma anche come un centro civile e culturale di primo livello. Molti degli architetti, degli artigiani e dei materiali da costruzione vennero dalla Sicilia: la pietra calcarea siciliana, la maestria costruttiva messinese e palermitana sono parte del DNA della città.

Jean de la Valette morì nel 1568, tre anni dopo la sua vittoria più grande, vegliato dai suoi Cavalieri nell’isola che aveva difeso con ogni fibra del suo essere. Fu sepolto nella cripta della chiesa conventuale di Malta con onori regali. La sua memoria vive non solo a Malta, ma in ogni angolo del Mediterraneo che i Cavalieri hanno toccato — e la Sicilia, terra fraterna e alleata, custodisce questa memoria con orgoglio.

Sponsor

Redazione
By Redazione EG Communication
Seguici
Business journalist and event planner presso EG Communication
Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *