Knights of Malta. L’antico legame con il Brasile, da Vasco de Gama ad oggi

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A landscape of Rio De Janeiro surrounded by the sea under a blue sky in Brazil

Quando si parla dei Cavalieri di Malta in Brasile, è facile pensare che si tratti di un fenomeno recente, frutto delle nuove configurazioni dell’Ordine nel mondo contemporaneo. Ma la storia dice altro: il legame tra la tradizione giovannita e la grande nazione sudamericana ha radici lontane, che affondano nell’epoca delle esplorazioni oceaniche e della colonizzazione portoghese.

Il Portogallo, la Lingua di Castiglia e il Nuovo Mondo

Per capire come i Cavalieri arrivarono in Brasile, bisogna fare un passo indietro nella struttura stessa dell’Ordine medievale. In occidente, per tutto il XIV secolo, l’Ordine era suddiviso in Gran Priorati, Baliaggi e Commende, raggruppati per Lingue in base all’idioma prevalente. Nel 1492 venne costituita l’ottava Lingua, quella di Castiglia e Portogallo.

Questo è il punto cruciale: quando il Portogallo iniziò la sua straordinaria stagione di esplorazioni oceaniche — da Vasco da Gama a Pedro Álvares Cabral, che scoprì ufficialmente il Brasile il 22 aprile 1500 — i Cavalieri di Malta avevano già da decenni una presenza strutturata nel regno portoghese, con commende, baliaggi e una rete di possedimenti che si estendeva dall’Algarve alle coste africane.

I cavalieri portoghesi dell’Ordine di San Giovanni seguirono le rotte della colonizzazione. Non come conquistatori armati, ma come presenza spirituale e ospedaliera — fedeli, cioè, alla loro vocazione originaria. Dove c’erano insediamenti, dove si costruivano chiese e ospedali, dove i coloni europei si stabilivano portando con sé la loro fede, lì arrivava prima o poi il richiamo dell’Ordine giovannita.

Il XVII e XVIII secolo: radici profonde

La colonizzazione portoghese del Brasile, che durò per oltre trecento anni, portò con sé l’intera struttura religiosa e caritativa della corona lusitana. Le confraternite, gli ospedali, le Misericórdias — istituzioni create sul modello delle case di cura medievali — riflettevano quella cultura dell’assistenza che era stata plasmata, tra gli altri, proprio dall’eredità dei Cavalieri Ospitalieri.

Le Misericórdias brasiliane, fondate a partire dal XVI secolo sullo stesso modello delle Santa Casa portoghesi, portavano nel loro DNA qualcosa dell’antica tradizione giovannita: la cura dell’ammalato come atto sacro, l’ospizio per il povero come dovere cristiano, la sepoltura del defunto come ultimo atto di carità. L’albero genealogico di queste istituzioni risale, attraverso il Portogallo medievale, a quella cultura ospedaliera che i Cavalieri di San Giovanni avevano contribuito a fondare e diffondere in tutto il mondo cattolico.

La transizione moderna e il rinnovamento dell’Ordine

Con la caduta di Napoleone, il lungo periodo di riorganizzazione dell’Ordine nel XIX secolo, e poi la grande stagione delle riforme del XX secolo, la presenza dei Cavalieri in America Latina trovò nuove forme istituzionali. Il Brasile, diventato nazione indipendente nel 1822 e poi grande potenza continentale, divenne naturalmente un punto di riferimento per la ramificazione dell’Ordine nel Nuovo Mondo.

Negli ultimi decenni, con la nascita e il consolidamento di rami autonomi dell’Ordine giovannita, il Brasile ha trovato la sua dimensione specifica. La Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta vi ha costruito una presenza radicata, guidata oggi da S.E. Franco Nicoletti, che incarna — con la sua biografia di uomo tra due continenti — quella vocazione all’universalità che ha sempre caratterizzato l’Ordine di San Giovanni.

Quando i Cavalieri si riuniranno in Brasile per la prossima investitura, non faranno che rinnovare un legame antico. Un legame che, attraverso le epoche, ha saputo rinnovarsi senza dimenticare le proprie origini.

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