Fra’ Philippe de Villiers de L’Isle-Adam: l’uomo che portò i Cavalieri a Malta

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C’è un nome che segna una svolta nella storia dell’Ordine: Philippe de Villiers de L’Isle-Adam. Nato a Beauvais, in Francia, nel 1464, raggiunse la posizione di Priore della Langue d’Auvergne e venne eletto Gran Maestro nel 1521. Non poteva sapere, in quel momento, che il suo mandato sarebbe diventato uno dei più drammatici e al tempo stesso più gloriosi di tutta la storia dell’Ordine.

Il primo banco di prova fu terribile. L’Isle-Adam comandò l’Ordine durante il sanguinoso assedio di Rodi nel 1522, guidato dal sultano Solimano il Magnifico, dove 600 cavalieri e 4.000 soldati resistettero agli invasori per sei mesi. Alla fine, la capitolazione fu negoziata con onore e la partenza dall’isola avvenne il giorno di Capodanno del 1523. Non era una resa disonorevole: era la lucida scelta di un comandante che preferiva salvare i suoi uomini piuttosto che immolarli in una battaglia senza speranza.

Cominciò allora un lungo esilio. L’Ordine si rifugiò prima a Creta, poi a Messina, poi a Viterbo e infine a Nizza: sette anni di peregrinazione senza una terra da chiamare casa. Era un’umiliazione per un Ordine abituato a governare, a costruire, a difendere. Ma L’Isle-Adam non si arrese.

Le trattative con l’imperatore Carlo V furono lunghe e complesse. Carlo V aveva proposto Malta, ma poneva condizioni difficilmente accettabili: i Cavalieri avrebbero dovuto mantenere una guarnigione a Tripoli e il Gran Maestro avrebbe dovuto prestargli giuramento di fedeltà — una clausola che avrebbe violato la Regola che imponeva la neutralità nei conflitti tra stati cristiani. L’Isle-Adam resistette con fermezza diplomatica. Alla fine, il 23 marzo 1530, Carlo V firmò la bolla che assegnava definitivamente l’isola alla Sacra Milizia, con il solo obbligo simbolico di un falcone maltese inviato ogni anno al viceré di Sicilia in segno di vassallaggio formale.

Il 26 ottobre 1530, i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme giunsero a Malta. L’Isle-Adam e i suoi uomini entrarono nel Grand Harbour a bordo della caracca Sant’Anna, per prendere possesso della loro nuova casa. Il primo impatto non fu entusiasmante: Malta era rocciosa, inospitale, e non reggeva il confronto con Rodi per clima e bellezze naturali. Ma non c’era alternativa.

Si mise subito al lavoro: stabilì la sede dei Cavalieri a Birgu, un piccolo villaggio all’imbocco del porto all’ombra di Forte Sant’Angelo, avviò un’amministrazione solida, costruì le prime Auberge — una per ogni Lingua — e creò opportunità di lavoro per la popolazione maltese. Era iniziata una nuova era.

L’Isle-Adam fu il primo di una lunga serie di Gran Maestri che governarono queste isole per oltre 268 anni. Non visse abbastanza da vedere la grandezza che sarebbe fiorita — morì a Malta il 22 agosto 1534, all’età di 75 anni — ma aveva compiuto l’impresa più difficile: trasformare una sconfitta in un nuovo inizio.

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