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	<title>Fatti Archivi - Lo Scudo Magazine</title>
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		<title>L&#8217;Estate infinita della Sicilia: il Caldo estremo e la necessità di interrogarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 22:58:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chi vive in Sicilia lo sa e lo sente sulla pelle, letteralmente: l&#8217;estate del 2026 non vuole finire. Le temperature rimangono elevatissime ben oltre i consueti limiti stagionali, il sole picchia implacabile. E quando arriva un temporale non porta sollievo duraturo: scarica la sua energia in grandinate e piogge torrenziali, poi sparisce, e il caldo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Chi vive in Sicilia lo sa e lo sente sulla pelle, letteralmente: l&#8217;estate del 2026 non vuole finire. Le temperature rimangono elevatissime ben oltre i consueti limiti stagionali, il sole picchia implacabile. E quando arriva un temporale non porta sollievo duraturo: scarica la sua energia in grandinate e piogge torrenziali, poi sparisce, e il caldo torna, piu&#8217; intenso di prima, come se la pioggia avesse aggiunto umidita&#8217; senza togliere temperatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa non e&#8217; una percezione soggettiva. E&#8217; la realta&#8217; climatica di un&#8217;isola al centro di un Mediterraneo che si sta trasformando in modo rapido e preoccupante, con conseguenze che si sentono ogni giorno sulla qualita&#8217; della vita, sull&#8217;agricoltura, sull&#8217;economia e sulla salute delle persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Mare Caldo e il Meccanismo del Calore</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La chiave per capire cosa sta succedendo e&#8217; il Mediterraneo. Il mare che bagna la Sicilia si e&#8217; riscaldato negli ultimi decenni in modo significativo: le temperature superficiali dell&#8217;acqua raggiungono oggi valori che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali. Un mare piu&#8217; caldo significa piu&#8217; evaporazione, e piu&#8217; evaporazione significa piu&#8217; vapore acqueo nell&#8217;atmosfera. Quel vapore e&#8217; energia: e&#8217; il carburante che alimenta i temporali violenti, le grandinate improvvise, le bombe d&#8217;acqua che si abbattono su un terreno arso e impermeabilizzato, incapace di assorbirle. L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidita&#8217; atmosferica, combinato con le alte temperature dell&#8217;aria, produce una cupola di calore che si stabilizza sulla regione e impedisce all&#8217;aria calda di dissiparsi: il caldo genera umidita&#8217;, l&#8217;umidita&#8217; alimenta temporali, i temporali aumentano localmente l&#8217;umidita&#8217;, che contribuisce a mantenere alte le temperature nelle ore successive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Paradosso dei Condizionatori</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A complicare il quadro contribuisce un fattore raramente discusso nel dibattito pubblico: la proliferazione dei condizionatori d&#8217;aria. Comprensibile come risposta individuale al caldo insopportabile, il condizionatore ha tuttavia un effetto collettivo paradossale: raffredda gli ambienti interni espellendo nell&#8217;aria esterna il calore assorbito, piu&#8217; il calore prodotto dal proprio funzionamento. In una citta&#8217; in cui migliaia di unita&#8217; esterne funzionano contemporaneamente, le strade diventano piu&#8217; calde, le temperature notturne si alzano, il disagio aumenta per chi vive all&#8217;aperto. E&#8217; un giro di boa in cui ogni soluzione individuale contribuisce ad aggravare il problema collettivo: piu&#8217; caldo porta piu&#8217; condizionatori, piu&#8217; condizionatori portano piu&#8217; caldo esterno, che porta a usare i condizionatori ancora di piu&#8217;. Spezzare questo circolo richiede interventi strutturali: piu&#8217; verde urbano, superfici riflettenti, isolamento termico degli edifici, tecnologie che non disperdano calore nell&#8217;ambiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un Momento di Passaggio: Conoscere per Attraversare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in una fase di transizione climatica che la Sicilia — terra di passaggi per eccellenza, crocevia di culture e di mari — sta vivendo con un&#8217;intensita&#8217; particolare. Come ogni passaggio, anche questo richiede anzitutto pazienza e lucidita&#8217;: non il panico, non la rassegnazione, ma la capacita&#8217; di guardare in faccia la realta&#8217; e di dotarsi degli strumenti per comprenderla. Conoscere i meccanismi del cambiamento climatico, ricercare le soluzioni che la scienza sta mettendo a punto, documentarsi sulle buone pratiche: sono queste le parole chiave di chi vuole attraversare questo momento senza soccombere ad esso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Sicilia ha attraversato ere geologiche, eruzioni vulcaniche, dominazioni di ogni tipo: ha le risorse storiche e culturali per attraversare anche questa trasformazione, se sa farlo con la consapevolezza che si guadagna solo studiando e capendo. Il cambiamento climatico non e&#8217; un&#8217;opinione ne&#8217; un&#8217;ideologia: e&#8217; un dato di fatto scritto nelle temperature, nelle precipitazioni, nei ghiacciai che si sciolgono e nel livello del mare che sale. La Sicilia lo vive ogni giorno. Il momento di smettere di ignorarlo e&#8217; adesso.</p>
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		<title>Sicilia, Isole Minori: protesta congiunta contro il caro-collegamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 22:16:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fatti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie su]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte all&#8217;ennesimo rincaro — un aumento del 18% sulle tratte marittime statali Siremar-SNS — le isole minori della Sicilia hanno deciso di far sentire la propria voce in modo unitario. Sono 75 le organizzazioni, in rappresentanza di categorie produttive, Pro Loco, enti del Terzo Settore, comitati civici e club di servizio delle Eolie, delle [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Di fronte all&#8217;ennesimo rincaro —  un aumento del 18% sulle tratte marittime statali Siremar-SNS — le isole minori della Sicilia hanno deciso di far sentire la propria voce in modo unitario. Sono 75 le organizzazioni, in rappresentanza di categorie produttive, Pro Loco, enti del Terzo Settore, comitati civici e club di servizio delle Eolie, delle Egadi, delle Pelagie, di Ustica e di Pantelleria, che hanno sottoscritto un Documento Congiunto come un atto di resistenza civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento del 18% non è un fatto isolato: si inserisce in una spirale di rincari che dal 2022 ad oggi ha portato il costo dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane a crescere complessivamente dell&#8217;84%. Un dato che, detto così, rischia di sembrare un&#8217;astrazione contabile, ma che nella vita quotidiana delle famiglie insulari, dei lavoratori pendolari, degli operatori commerciali e dei turisti si traduce in una pressione economica sempre più difficile da sostenere.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un Documento storico per le Comunità insulari</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Documento Congiunto — trasmesso alla Presidenza della Repubblica, ai Ministeri competenti, alla Regione Siciliana, all&#8217;Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), alla IV Commissione dell&#8217;Assemblea Regionale Siciliana e ai Sindaci dei comuni insulari — non è un semplice atto di protesta, ma un documento articolato che avanza richieste precise, concrete e non negoziabili. Aggrega, in un unico testo, la voce di realtà diverse per natura, dimensione e missione, ma unite dalla medesima consapevolezza: che la questione dei collegamenti non riguarda soltanto i costi di un biglietto, ma la sopravvivenza stessa delle comunità insulari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo richiama esplicitamente l&#8217;Articolo 119 della Costituzione, che impone la rimozione degli svantaggi derivanti dall&#8217;insularità: un riferimento che eleva la questione dal piano della contingenza politica a quello dei diritti fondamentali. I collegamenti marittimi e aerei, si legge nel documento, &#8220;non sono una concessione o un privilegio, ma un&#8217;infrastruttura vitale per l&#8217;esercizio dei diritti inalienabili alla salute, allo studio, al lavoro e alla mobilità&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le associazioni firmatarie chiedono anzitutto l&#8217;azzeramento dei rincari recenti e la sterilizzazione delle tariffe, per fermare una deriva che altrimenti non ha ragione di arrestarsi. Chiedono il ripristino delle corse soppresse dal 2022, perché la riduzione delle frequenze è un danno non meno grave dell&#8217;aumento dei prezzi: un&#8217;isola raggiungibile solo tre volte alla settimana è un&#8217;isola condannata all&#8217;isolamento. Chiedono di partecipare attivamente alla stesura dei nuovi bandi quinquennali per la gestione dei collegamenti, perché sono le comunità locali le prime a sapere di quali servizi hanno bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento chiede inoltre tutele specifiche per i pendolari — quella categoria di isolani che affronta ogni giorno il costo e il disagio dei collegamenti per raggiungere il proprio posto di lavoro, l&#8217;ospedale, la scuola — e l&#8217;abbattimento dei costi del trasporto merci, che incide pesantemente sui prezzi dei beni di prima necessità nelle isole. Si richiede inoltre che le garanzie sullo stato del naviglio vengano rese vincolanti: navi obsolete e fuori servizio hanno in passato lasciato le isole letteralmente tagliate fuori dal mondo. Infine, il documento chiede un sistema di monitoraggio sistematico delle corse e la convocazione urgente della IV Commissione ARS per avviare un confronto istituzionale che dia risposte concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le 75 associazioni firmatarie non chiedono sussidi o eccezioni speciali: chiedono l&#8217;applicazione della Costituzione, il rispetto dei diritti, la parità di trattamento rispetto a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dal fatto che vivano su una terraferma o su un&#8217;isola. <em>&#8220;Non assistenzialismo, ma la tutela della dignità e la certezza del futuro economico e sociale delle comunità insulari&#8221;</em>, si legge nel documento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>75 associazioni delle isole minori siciliane unite in un Documento Congiunto contro il caro-collegamenti: una pagina storica di civismo e solidarietà insulare.</em></p>
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		<title>Antonello e Caravaggio a Messina: due destini, un solo museo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fatti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia & Patrimonio — I Luoghi della Memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un luogo, in Sicilia, dove le vicende di due tra i più grandi pittori della storia dell&#8217;arte italiana si incontrano sotto lo stesso tetto: il Museo Regionale Interdisciplinare &#8220;Maria Accascina&#8221; di Messina, il MuMe. Da un lato Antonello da Messina, il maestro quattrocentesco che portò per primo in Italia la lezione fiamminga della luce [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un luogo, in Sicilia, dove le vicende di due tra i più grandi pittori della storia dell&#8217;arte italiana si incontrano sotto lo stesso tetto: il Museo Regionale Interdisciplinare &#8220;Maria Accascina&#8221; di Messina, il MuMe. Da un lato Antonello da Messina, il maestro quattrocentesco che portò per primo in Italia la lezione fiamminga della luce e del dettaglio; dall&#8217;altro Michelangelo Merisi, il Caravaggio, che proprio a Messina trascorse alcuni dei suoi ultimi, tormentati mesi di vita. Il recente furto che ha colpito il museo, sottraendo alcune opere di Antonello, offre l&#8217;occasione per raccontare questo intreccio di storie e per ricordare, con esso, un altro celebre capolavoro caravaggesco che l&#8217;Italia non è più riuscita a ritrovare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il capolavoro colpito: il Polittico di San Gregorio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le opere sottratte al MuMe figurano tre delle cinque tavole che compongono il <strong>Polittico di San Gregorio</strong>, noto anche come Polittico del Rosario, una delle creazioni più importanti di Antonello da Messina, insieme a una rara <strong>tavoletta bifronte</strong> in tempera grassa su legno, raffigurante da un lato la Madonna col Bambino e un francescano, dall&#8217;altro un Cristo in Pietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Antonello da Messina fu il grande maestro del Quattrocento siciliano che per primo in Italia seppe fondere la lezione fiamminga — fatta di attenzione minuziosa al dettaglio e alla resa della luce — con la solidità costruttiva della pittura rinascimentale italiana. Il polittico gli fu commissionato dalla badessa Fabria Cirino per il monastero di Santa Maria extra moenia, ed è composto da una tavola centrale con la Madonna in trono col Bambino, circondata da angeli e santi tra cui San Gregorio e San Benedetto, oltre a scomparti laterali. Un&#8217;opera di valore inestimabile, non solo economico ma soprattutto simbolico, come testimonianza della grande stagione artistica messinese del Rinascimento: la sua perdita, anche solo parziale, resta una ferita difficile da rimarginare per il patrimonio culturale della città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I due Caravaggio del MuMe, rimasti al loro posto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso museo custodisce anche due straordinarie tele di Caravaggio, non toccate dai ladri: la <strong>Adorazione dei pastori</strong>, commissionata dai frati cappuccini per la chiesa di Santa Maria degli Angeli, e la <strong>Resurrezione di Lazzaro</strong>, realizzata su commissione del facoltoso mercante genovese Giovanni Battista de&#8217; Lazzari per la chiesa dei Padri Crociferi, pagata mille scudi — un compenso che superava di gran lunga qualunque cifra Caravaggio avesse mai ricevuto in precedenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe le opere risalgono agli ultimi, febbrili mesi di vita dell&#8217;artista, quando ormai fuggiasco — con una condanna a morte pendente sulla sua testa dopo l&#8217;omicidio di Ranuccio Tomassoni e la successiva, tempestosa parentesi maltese conclusasi con l&#8217;espulsione dall&#8217;Ordine dei Cavalieri di San Giovanni — trovò rifugio in Sicilia grazie all&#8217;amico pittore Mario Minniti. Sono tele che raccontano, nella materia stessa della pittura, l&#8217;inquietudine di un uomo braccato: pennellate rapide, luce drammatica, un senso di urgenza che si respira in ogni composizione. Averle ancora al loro posto, oggi, è una fortuna che va custodita con la massima cura per la città di Messina e per l&#8217;intero patrimonio artistico nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fantasma della Natività di Palermo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda del MuMe riporta inevitabilmente alla mente un altro, ben più celebre e ancora oggi irrisolto, furto caravaggesco: la sparizione, nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969, della <em>Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d&#8217;Assisi</em>, dipinta da Caravaggio nel 1600 e conservata per quasi quattro secoli sull&#8217;altare maggiore dell&#8217;Oratorio di San Lorenzo a Palermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella notte, alcuni uomini si introdussero nell&#8217;oratorio — privo all&#8217;epoca di qualsiasi sistema di allarme — tagliarono la grande tela dalla cornice con una lametta, la arrotolarono e la portarono via, lasciando dietro di sé solo un telaio vuoto. Da allora, di quel capolavoro — stimato oggi in circa 30 milioni di euro e inserito da tempo nella lista dei dieci dipinti più ricercati al mondo — non si è più avuta alcuna traccia certa. Negli anni le indagini hanno più volte incrociato piste legate alla criminalità organizzata siciliana: diversi collaboratori di giustizia hanno raccontato versioni tra loro contraddittorie sul destino dell&#8217;opera, alimentando un vero e proprio filone di inchieste, libri e persino trasposizioni cinematografiche e televisive, senza però mai arrivare a un accertamento definitivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un patrimonio fragile, da custodire con cura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il parallelo tra le due vicende — a distanza di oltre cinquant&#8217;anni l&#8217;una dall&#8217;altra — racconta bene quanto il patrimonio artistico del nostro Paese resti, ancora oggi, esposto a rischi enormi, e quanto sia fondamentale continuare a investire in sistemi di sicurezza e sorveglianza adeguati per proteggere opere che appartengono, prima ancora che ai musei che le custodiscono, alla memoria collettiva di intere comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta, in fondo, la consapevolezza che episodi come questi continuano a interrogare tutti noi sul valore, anche simbolico, dell&#8217;arte come bene comune. Un valore che va ben oltre le quotazioni di mercato, e che chiama in causa la responsabilità politica di custodire e tramandare un&#8217;eredità che appartiene, in fondo, all&#8217;intera umanità.</p>
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		<title>Il Brasile e la vicenda dei pacchi alimentari: la replica della Prof.ssa Sciuto e la nota della redazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 17:14:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fatti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie su]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo oggi, nell&#8217;esercizio del diritto di replica sancito dalla legge sull&#8217;editoria, arti. 8 Legge n. 47/1948, la lettera inviata alla nostra testata dalla Prof.ssa Maria Stella Sciuto, ex Dama di Gran Croce della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi Knights of Malta e Ministro Straordinario della Santa Comunione, in riferimento a un articolo pubblicato alcuni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://loscudomagazine.it/2026/08/31/il-brasile-e-la-vicenda-dei-pacchi-alimentari-la-replica-della-prof-ssa-sciuto-e-la-nota-della-redazione/">Il Brasile e la vicenda dei pacchi alimentari: la replica della Prof.ssa Sciuto e la nota della redazione</a> proviene da <a href="https://loscudomagazine.it">Lo Scudo Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Pubblichiamo oggi, nell&#8217;esercizio del diritto di replica sancito dalla legge sull&#8217;editoria, arti. 8  <em>Legge n. 47/1948</em>, la lettera inviata alla nostra testata dalla Prof.ssa Maria Stella Sciuto, ex Dama di Gran Croce della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi Knights of Malta e Ministro Straordinario della Santa Comunione, in riferimento a un articolo pubblicato alcuni mesi fa relativo all&#8217;iniziativa benefica della Confederazione a Brasília.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pubblichiamo integralmente e senza modifiche sostanziali, come richiesto, perché riteniamo che il diritto a una corretta informazione non ammetta distinzioni tra chi la notizia la produce e chi ne è soggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Non ho mai benedetto quei pacchi alimentari», e desidero si chiarisca la vicenda del Brasile</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi chiamo Maria Stella Sciuto, e sento il dovere di chiarire una vicenda che mi ha profondamente amareggiata. Mi riferisco a un articolo pubblicato dal vostro quindicinale online <em>Lo Scudo Magazine</em>, firmato dal Direttore Responsabile Elena Grasso, nel quale sono state riportate affermazioni che non corrispondono a quanto realmente accaduto durante un&#8217;iniziativa benefica svoltasi in Brasile. Dopo la cerimonia abbiamo partecipato anche a un&#8217;iniziativa di solidarietà ed abbiamo visitato una struttura denominata <em>&#8220;Brasil Te Ama&#8221;</em>. Insieme agli altri partecipanti abbiamo distribuito pacchi alimentari alle famiglie assistite. È proprio durante quella visita che nasce il fatto che oggi desidero chiarire. La ricostruzione fatta dal vostro giornale mi preoccupa, perché coinvolge direttamente il mio ministero ecclesiale e l&#8217;onorabilità della mia stessa persona. Sono Ministro Straordinario della Santa Comunione e svolgo il mio servizio accanto agli ammalati e alle persone più fragili, sia presso l&#8217;Ospedale Cannizzaro di Catania sia nella mia comunità parrocchiale. Attribuirmi comportamenti che non ho mai tenuto significa mettere in discussione la mia credibilità e il rispetto delle norme della Chiesa. Ritengo che il punto travisato, è stata la differenza tra un semplice augurio e una benedizione liturgica. Dire &#8220;Dio ti benedica&#8221; è un&#8217;espressione comune. Una benedizione impartita nel senso proprio del termine, invece, è un atto liturgico che appartiene al ministero sacerdotale. <strong>Io non ho assolutamente benedetto quei <em>&#8220;pacchi alimentari&#8221;</em></strong>, ed io mi limitai a partecipare insieme agli altri presenti consegnando i pacchi alimentari e pronunciando semplicemente il saluto francescano: <strong>&#8220;Pace e Bene&#8221;</strong>. Nulla di più. Quindi smentisco categoricamente quanto riportato nell&#8217;articolo dove è stato scritto erroneamente che avrei benedetto i <em>&#8220;pacchi alimentari&#8221;</em>, e questa affermazione è stata associata al mio nome e alla mia qualifica di Dama, e chi legge può facilmente pensare che io abbia compiuto un atto che, invece, non ho mai compiuto. Non vi è alcun gesto di benedizione. Non so come sia nato questo equivoco, ma posso soltanto osservare che la giornalista non era presente all&#8217;evento e che nessuno mi ha contattato prima della pubblicazione per verificare i fatti. È proprio questo l&#8217;aspetto che mi ha colpita maggiormente, poiché ciò richiama al tema della deontologia professionale. Ritengo che chi svolge la professione giornalistica abbia il dovere di verificare le informazioni e ascoltare le fonti, soprattutto quando vengono attribuite dichiarazioni o comportamenti che possono incidere sulla reputazione di una persona. È lo stesso principio che vale in ogni professione: prima di affermare qualcosa bisogna documentarsi. Io confermo quindi di avere pronunciato soltanto il saluto: &#8220;Pace e Bene&#8221;, e &#8220;Pace e Bene&#8221; è il tradizionale saluto francescano e rappresenta l&#8217;unica espressione che ho rivolto alle persone durante la distribuzione dei pacchi. Il messaggio conclusivo che desidero lasciare è quello di ristabilire la verità dei fatti. Quindi, chiedo la pubblicazione integrale della mia lettera.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sciuto Maria Stella</strong> <em>S.A. di Battipaglia, 19 agosto 2026</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Nota della Redazione — <em>Lo Scudo Magazine</em></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Lo Scudo Magazine</em> accoglie la richiesta della Prof.ssa Maria Stella Sciuto e ringrazia per la chiarezza con cui ha posto la questione. Il Gran Maestro della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi Knights of Malta, S.E. Giuseppe Madia ha assunto personalmente la responsabilità dell&#8217;accaduto e ha autorizzato la seguente nota a nome proprio e della redazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Gran Maestro si scusa con la Prof.ssa Maria Stella Sciuto e con i lettori per l&#8217;inesattezza contenuta nell&#8217;articolo originario</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scuse sono doverose e sentite, ma desideriamo esprimere anche la nostra posizione in merito: Premesso che questo Magazine non ha mai scritto, <strong>in nessun passaggio dell&#8217;articolo originario, le parole &#8220;benedizione liturgica&#8221;</strong>, il Gran Maestro Madia ha accolto le parole &#8220;Pace e Bene&#8221; che la Prof.ssa Sciuto ha pronunciato nel suo saluto alle famiglie assistite e durante la consegna dei pacchi alimentari — in buona fede, da cristiano — come un gesto di benedizione nel senso laico e umano del termine, e ha trasmesso questa lettura alla Direttrice Responsabile, dott.ssa Elena Grasso, che non era presente alla trasferta e che, come da prassi consolidata sin dalla fondazione della testata, ha interloquito con l&#8217;unica persona che puntualmente la informa dei fatti e degli eventi in programma: il Gran Maestro stesso. Per inciso, la dott.ssa Grasso, consapevole della mole di lavoro prevista in prossimità o post evento in cui sono coinvolti molti attori, essendo sola in redazione, e per alleviare le fatiche del Gran Maestro, ha sempre incoraggiato i membri della Confederazione a contattarla direttamente per garantire articoli precisi e verificati. Tale invito, in tutte le circostanze, non ha prodotto i suoi frutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Venuti a conoscenza della manifestazione di disappunto da parte della prof.ssa Sciuto, e pensando di fare cosa a lei gradita, abbiamo rimosso silenziosamente la frase in questione per rispetto della sua sensibilità, quindi per non suscitare polemiche inutili che non avrebbero giovato a nessuno.  Attribuirle, anche involontariamente, un gesto che potesse interferire con il suo ruolo di Ministro Straordinario della Santa Comunione era qualcosa che non volevamo né intendevamo fare. Per questo chiediamo scusa — per la forma imprecisa, per il disagio che ne è derivato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, e lo diciamo con rispetto, crediamo che  la parola &#8220;benedizione&#8221; — nel suo significato laico — non costituisca un errore di sostanza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola &#8220;benedizione&#8221; porta in sé, nella sua stessa radice latina, il verbo <em>bene-dicere</em>, dire bene, un atto della parola che ogni essere umano — e ogni cristiano in particolare — è chiamato a compiere ogni giorno. Pronunciare parole che fanno bene, che portano bene, che costruiscono bellezza e grazia attorno a chi le riceve: questo è bene-dire. Questo è ciò che il Gran Maestro ha visto nella Prof.ssa Sciuto mentre consegnava cibo alle famiglie bisognose pronunciando &#8220;Pace e Bene&#8221; — il saluto che Francesco d&#8217;Assisi lanciava nel mondo non come formula, ma come seme intenzionale di bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Papa Francesco lo ha ricordato con parole di straordinaria chiarezza: <em>&#8220;Non possiamo solo benedire questo Dio che ci benedice, dobbiamo benedire tutto in Lui, tutta la gente, benedire Dio e benedire i fratelli, benedire il mondo: questa è la radice della mitezza cristiana. Se tutti noi facessimo così, sicuramente non esisterebbero le guerre.&#8221;</em> </p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questa luce che il Gran Maestro ha letto il gesto della Prof.ssa Sciuto. Una lettura che lei non condivide, e che rispettiamo. Avremmo dovuto scegliere con più cura le parole per restituirla, evitando una sintesi che si prestava a un&#8217;interpretazione diversa da quella intesa. Per questo ci scusiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La Redazione de Lo Scudo Magazine</em> <em>Il Gran Maestro S.E. Giuseppe Madia</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://loscudomagazine.it/2026/08/31/il-brasile-e-la-vicenda-dei-pacchi-alimentari-la-replica-della-prof-ssa-sciuto-e-la-nota-della-redazione/">Il Brasile e la vicenda dei pacchi alimentari: la replica della Prof.ssa Sciuto e la nota della redazione</a> proviene da <a href="https://loscudomagazine.it">Lo Scudo Magazine</a>.</p>
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		<title>Il Trigone viola avvistato nelle acque di Sicilia: è davvero un pesce pericoloso?</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/07/31/il-trigone-viola-avvistato-nelle-acque-di-sicilia-e-davvero-un-pesce-pericoloso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:49:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nella baia del Tono a Milazzo, in provincia di Messina, diversi cittadini hanno segnalato la presenza di due grandi pesci dal corpo scuro che nuotano a pochi metri dalla riva. Secondo gli esperti si è trattato di Trigone viola (Pteroplatytrygon violacea), conosciuto anche come pastinaca pelagica. Questa specie vive normalmente in mare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni scorsi, nella baia del Tono a Milazzo, in provincia di Messina, diversi cittadini hanno segnalato la presenza di due grandi pesci dal corpo scuro che nuotano a pochi metri dalla riva. Secondo gli esperti si è trattato di <strong>Trigone viola</strong> (<em>Pteroplatytrygon violacea</em>), conosciuto anche come pastinaca pelagica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa specie vive normalmente in mare aperto, lontano dalla costa e dal fondale, ed è per questo che il suo avvicinamento alla riva ha destato curiosità — e in alcuni casi anche un po&#8217; di apprensione. Gli esemplari adulti possono raggiungere dimensioni ragguardevoli: fino a 160-190 centimetri di lunghezza totale, coda compresa, anche se la misura più comune si aggira intorno al metro e dieci. Il colore, dal grigio-violaceo all&#8217;azzurro-verdastro, è ciò che gli dà il nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Trigone viola non è un animale aggressivo. Come molte specie marine, reagisce soltanto se si sente minacciato, calpestato accidentalmente o intrappolato: in questi casi può utilizzare l&#8217;aculeo velenifero presente alla base della coda, capace di provocare ferite anche serie. Per questo gli esperti raccomandano prudenza, ma nessun allarme: non c&#8217;è motivo di temere la sua presenza, a patto di osservarlo a distanza e senza disturbarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si nutre principalmente di piccoli pesci pelagici come sarde e alici, crostacei planctonici e molluschi cefalopodi, ed è diffuso nelle acque temperate di tutto il Mediterraneo, con segnalazioni frequenti lungo le coste siciliane, in Liguria e, negli ultimi anni, sempre più spesso anche in Adriatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un altro motivo, oltre alla sua indole poco aggressiva, per cui gli esemplari di Trigone viola tendono a restare indisturbati anche quando finiscono impigliati nelle reti dei pescatori: le sue carni sono considerate non adatte all&#8217;alimentazione, e per questo l&#8217;esemplare viene quasi sempre ributtato in mare. È anche per questo che capita di vederlo &#8220;vagare&#8221; per giorni vicino ai porti o sotto costa, prima di ritrovare la via verso il largo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diverso è il caso del suo parente più comune nei nostri mari, il <strong>Trigone comune</strong> o pastinaca (<em>Dasyatis pastinaca</em>), con cui talvolta viene confuso. Rispetto al Trigone viola — che ha il muso arrotondato e il corpo scuro anche sul ventre — il Trigone comune si riconosce per il muso più appuntito e per la parte ventrale chiara, quasi biancastra. Vive prevalentemente sui fondali sabbiosi e fangosi vicino alla costa, dove si mimetizza semisepolto in attesa delle prede. A differenza del cugino pelagico, le sue carni sono commestibili — anche se poco pregiate, motivo per cui non viene quasi mai pescato a scopo alimentare. Entrambe le specie, va ricordato, conservano comunque l&#8217;aculeo velenifero alla base della coda, e va sempre utilizzata  la massima prudenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che un pericolo, la presenza di questi pesci nella baia del Tono va letta come un segnale positivo: la testimonianza della straordinaria ricchezza biologica che ancora oggi popola il mare di Milazzo. Un patrimonio prezioso, che vale la pena osservare con rispetto — e proteggere.</p>
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		<title>La Confederazione si stringe al Dolore della Chiesa per la Scomparsa del Cardinale Camillo Ruini</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/06/30/la-confederazione-si-stringe-al-dolore-della-chiesa-per-la-scomparsa-del-cardinale-camillo-ruini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è spento il 16 giugno scorso a Roma, all&#8217;età di 95 anni, il Cardinale Camillo Ruini, per anni Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Una figura che ha segnato profondamente la vita della Chiesa italiana tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si è spento il 16 giugno scorso a Roma, all&#8217;età di 95 anni, il Cardinale Camillo Ruini, per anni Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Una figura che ha segnato profondamente la vita della Chiesa italiana tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, accompagnando i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI con un ministero pastorale di grande intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta si unisce con profondo rispetto al dolore della Chiesa Cattolica per la perdita del porporato. Di fronte alla sacralità della vita e al mistero della morte, ogni distinzione si attenua: ciò che resta è l&#8217;unità e la coesione di quanti si riconoscono in Cristo e nella Sua Chiesa universale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un&#8217;unità che la Confederazione sente come valore fondante anche della propria storia, per quanto articolata e per certi versi complessa. Le tradizioni cavalleresche che si richiamano all&#8217;antico Ordine di San Giovanni di Gerusalemme hanno infatti attraversato, nel corso dei secoli, momenti di divisione interna: una frattura le cui radici risalgono agli anni successivi alla perdita di Malta da parte dei Cavalieri, occupata da Napoleone nel 1798, quando l&#8217;Ordine, privato della propria sede sovrana, si trovò diviso tra diverse anime e sensibilità, fino alla separazione formale che, tra il 1798 e il 1803, diede origine a percorsi distinti all&#8217;interno della grande famiglia giovannita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur nella pluralità di queste tradizioni, la Confederazione ribadisce oggi, in un momento di lutto per l&#8217;intera Chiesa Cattolica, la propria vicinanza spirituale e il proprio rispetto per la figura del Cardinale Ruini, uomo di di governo che ha saputo, nei decenni del suo ministero, custodire e difendere il patrimonio cristiano.</p>
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		<title>Gli auguri della Confederazione OSJ ai nuovi Sindaci di Sicilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fatti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Maestro S.E. Giuseppe Madia, il Priorato di Sicilia e l&#8217;intera Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta esprimono le più vive congratulazioni a tutti i Sindaci eletti nelle recenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, che hanno rinnovato le giunte di numerosi Comuni della Sicilia. A ciascuno dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://loscudomagazine.it/2026/06/01/gli-auguri-della-confederazione-osj-ai-nuovi-sindaci-di-sicilia/">Gli auguri della Confederazione OSJ ai nuovi Sindaci di Sicilia</a> proviene da <a href="https://loscudomagazine.it">Lo Scudo Magazine</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Maestro S.E. Giuseppe Madia, il Priorato di Sicilia e l&#8217;intera Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta esprimono le più vive congratulazioni a tutti i Sindaci eletti nelle recenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, che hanno rinnovato le giunte di numerosi Comuni della Sicilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ciascuno dei nuovi primi cittadini — da Messina a Palermo, da Catania ad Agrigento, da Siracusa a Trapani, da Enna a Caltanissetta — giunge il più sincero augurio di buon lavoro. L&#8217;incarico che si apprestano a svolgere è tra i più nobili e i più impegnativi: guidare una comunità, rispondere ai bisogni reali delle persone, custodire la crescita culturale, sociale ed economica del proprio territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Sicilia come missione condivisa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Sicilia è terra di antiche civiltà, crocevia di popoli e di culture, isola che porta nel proprio cuore una storia millenaria fatta di resilienza e di bellezza. I Cavalieri di Malta la conoscono bene: questa terra è parte del loro stesso DNA, custode di memorie e di valori che l&#8217;Ordine ha sempre difeso. Per questo, l&#8217;augurio rivolto ai nuovi Sindaci non è una semplice formalità: è un patto ideale, la condivisione di un impegno verso i più fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una lettera indirizzata ai Comuni il Gran Maestro e la Confederazione esprimono i complimenti <em>&#8220;per il successo elettorale ottenuto, augurando un proficuo lavoro per la realizzazione del programma&#8221;</em> e offrendo, come previsto dallo Statuto della Confederazione, <em>&#8220;la più ampia collaborazione dell’Ordine OSJ sui progetti sociali e sanitari che si intendono realizzare a favore delle fasce sociali più deboli&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I nuovi Sindaci eletti in Sicilia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i comuni che hanno rinnovato la propria guida, si segnalano — nella provincia di Catania — Mascali con Salvatore Gullotta, Pedara con Alfio Cristaudo, Randazzo con Antonino Grillo e San Giovanni la Punta con Mario Brancato. Nella provincia di Palermo, tra gli altri, Termini Imerese vedrà alla guida Maria Terranova, mentre Carini sarà guidata da Rossella Covello e Misilmeri da Rosario Rizzolo. Nella provincia di Messina, la città capoluogo riconferma Federico Basile, Milazzo Giuseppe Midili, e Barcellona Pozzo di Gotto Melangela Scolaro. Ad Agrigento, Ribera sarà guidata da Carmelo Pace e Sambuca di Sicilia da Giovanna Casà. Nel siracusano, Augusta vede eletto Giuseppe Di Mare e Lentini Enzo Pupillo. Ad Enna, il capoluogo ha scelto Vladimiro Crisafulli. A Caltanissetta, Mussomeli sarà guidata da Gianluca Nigrelli. Nel trapanese, Marsala ha eletto Andreana Patti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tutti loro, e a ogni primo cittadino eletto in questa tornata, la Confederazione rinnova il proprio augurio: possano governare con saggezza, con cuore aperto verso chi soffre, e con la determinazione di lasciare le proprie comunità migliori di come le hanno trovate.</p>
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		<title>Kosovo: cinque anni di governo sotto esame. Il parere del Gran Priore Nuel Kalaj</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/06/01/kosovo-cinque-anni-di-governo-sotto-esame-il-parere-del-gran-priore-nuel-kalaj/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuel Kalaj, Gran Priore del Kosovo della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta, ha pubblicato un accorato intervento pubblico rivolto al Primo Ministro del Kosovo Albin Kurti al termine del suo quinquennio di governo. Un testo che non si limita alla critica politica, ma si colloca nella più profonda tradizione cavalleresca: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://loscudomagazine.it/2026/06/01/kosovo-cinque-anni-di-governo-sotto-esame-il-parere-del-gran-priore-nuel-kalaj/">Kosovo: cinque anni di governo sotto esame. Il parere del Gran Priore Nuel Kalaj</a> proviene da <a href="https://loscudomagazine.it">Lo Scudo Magazine</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nuel Kalaj, Gran Priore del Kosovo della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta, ha pubblicato un accorato intervento pubblico rivolto al Primo Ministro del Kosovo Albin Kurti al termine del suo quinquennio di governo. Un testo che non si limita alla critica politica, ma si colloca nella più profonda tradizione cavalleresca: quella di chi porta la voce dei più fragili laddove il potere sembra averli dimenticati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento, il Gran Priore Kalaj ha tracciato un bilancio impietoso di cinque anni di mandato, evidenziando ciò che, a suo avviso, è mancato: nuovi riconoscimenti internazionali per il Kosovo, relazioni solide con l&#8217;Unione Europea, fondi e grant europei tradotti in opere concrete, infrastrutture stradali completate o avviate. Un bilancio segnato, secondo Kalaj, più dalle promesse non mantenute che dai risultati tangibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Europa lontana, l&#8217;America silenziosa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Priore ha sottolineato con preoccupazione il deterioramento dei rapporti con i principali partner internazionali del Kosovo. Secondo Kalaj, le relazioni con l&#8217;Unione Europea e con gli Stati Uniti d&#8217;America — alleati storici indispensabili per la stabilità dei Balcani — avrebbero subito una regressione significativa sotto l&#8217;attuale governo. Le frizioni con i partner occidentali, alimentate a suo dire da un&#8217;ambizione di potere eccessiva e da una gestione delle relazioni diplomatiche poco lungimirante, rischiano di isolare il Kosovo in un momento in cui la cooperazione internazionale sarebbe invece fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La vera emergenza: l&#8217;esodo dei cittadini</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La parte più densa di pathos del messaggio di Kalaj riguarda il fenomeno migratorio. Il Gran Priore ha ricordato che nel 1999 circa un milione di albanesi kosovari fu costretto a fuggire dalla violenza e dal genocidio serbo. Quella fuga era imposta dalla brutalità della guerra. La fuga di oggi, nel periodo 2021-2026, è imposta invece dalla mancanza di speranza economica, dall&#8217;assenza di prospettive per i giovani, da un sistema che non riesce a trattenere i propri figli migliori. Un esodo silenzioso ma inesorabile, che Kalaj ha definito forse ancora più amaro del precedente: non si fugge dalla guerra, si fugge dal vuoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decine di migliaia di kosovari lasciano ogni anno il Paese, spesso in modo definitivo. Giovani, professionisti, famiglie intere. Un Kosovo che si svuota non è un Kosovo che cresce, ha sottolineato il Gran Priore: è un Kosovo che muore lentamente, non per le bombe, ma per l&#8217;indifferenza verso le esigenze reali della gente comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La voce di un Cavaliere per i più deboli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello del gran Priore non è stato un attacco personale, ma un appello alla responsabilità richiamando l&#8217;attenzione sull&#8217;impossibilità di rimanere in silenzio di fronte a politiche che danneggiano le fasce più vulnerabili della popolazione, che lasciano i giovani senza prospettive e che antepongono le lotte di potere al benessere dei cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Kosovo, secondo il Gran Priore, ha bisogno di sviluppo reale, di stabilità duratura e di un futuro migliore per i suoi cittadini. Lo merita, dopo tutto ciò che ha patito. È in nome di questi valori — gli stessi che guidano i Cavalieri di San Giovanni da quasi mille anni — che la sua riflessione è stata resa pubblica.</p>
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		<title>Don Kelmend Spaqi, Sacerdote Eroe: l&#8217;Albania Piange un Giusto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fatti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie su]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il cuore pesante di dolore e di gratitudine, il Gran Priorato di Albania della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta annuncia la scomparsa di Don Kelmend Spaqi, sacerdote, eroe silenzioso e uomo di fede incrollabile, che ci ha lasciati il 2 aprile 2026 a seguito di un ictus. A dare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con il cuore pesante di dolore e di gratitudine, il Gran Priorato di Albania della Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta annuncia la scomparsa di <strong>Don Kelmend Spaqi, </strong>sacerdote, eroe silenzioso e uomo di fede incrollabile, che ci ha lasciati il 2 aprile 2026 a seguito di un ictus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A dare notizia della scomparsa è stato il Gran Priore di Albania,<strong> Salvador Kaçaj,</strong> voce rotta dall&#8217;emozione ma ferma nell&#8217;onorare la memoria di colui che considerava non soltanto un confratello, ma un autentico simbolo del coraggio umano e della carità cristiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Non sono stato presente agli auguri di Pasqua, perché avevo perso un caro amico e stimato membro della famiglia – un prete che non era solo di fede, ma un eroe silenzioso della nostra nazione. Durante la Guerra del Kosovo (1998-1999), ha protetto i civili albanesi, sacrificando tutto per le loro vite, senza distinzione di religione. Il suo nome sulla chiesa è diventato uno scudo per gli innocenti, ed è rimasto al loro fianco fino alla fine. Il 2 aprile 2026 ha subito un ictus e ci ha lasciati. Il suo funerale, il 6 aprile, è stato una cerimonia maestosa, con la partecipazione di molti religiosi e istituzioni statali. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme, ma il suo ricordo e il suo sacrificio rimarranno per sempre nei nostri cuori. Don Kelmend Spaqi non era solo un prete – era un simbolo di resistenza e eroismo albanese.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">— Salvador Kaçaj, Gran Priore di Albania</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Don Kelmend Spaqi </strong>incarnò, negli anni bui della guerra del Kosovo tra il 1998 e il 1999, ciò che raramente la storia è capace di consegnare ai posteri: la figura di un uomo che antepone la vita altrui alla propria, senza calcolo, senza ricompensa, senza clamore. Il suo nome, inciso sulle porte della chiesa, divenne letteralmente uno scudo per i civili in fuga, un lasciapassare di umanità in un tempo di violenza cieca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I funerali, celebrati il 6 aprile 2026, hanno visto la partecipazione di numerosi esponenti del clero e delle istituzioni statali albanesi, a testimonianza di una statura morale che aveva già varcato i confini della dimensione religiosa per entrare di diritto nel pantheon dell&#8217;eroismo civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Priorato di Albania si stringe al dolore della famiglia e della comunità, e si impegna a tenere viva la memoria di Don Kelmend Spaqi come faro di ispirazione per ogni cavaliere che intenda fare del servizio al prossimo non un obbligo formale, ma una vocazione autentica e totalizzante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>A Skopje un patto che ricuce la storia: rinasce l’Alleanza cavalleresca tra Malta, Europa e Macedonia</title>
		<link>https://loscudomagazine.it/2026/01/31/a-skopje-un-patto-che-ricuce-la-storia-rinasce-lalleanza-cavalleresca-tra-malta-europa-e-macedonia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 15:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fatti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie su]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 17 gennaio 2026, a Skopje, è stato siglato un accordo destinato a segnare un passaggio di grande rilievo nella storia recente dell’Ordine: un Patto Solidale di fratellanza e collaborazione che riallinea spiritualmente e operativamente realtà cavalleresche europee e balcaniche, riannodando fili spezzati da oltre sette secoli. Nei locali del Marriott Hotel di Skopje, durante [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>17 gennaio 2026</strong>, a <strong>Skopje</strong>, è stato siglato un accordo destinato a segnare un passaggio di grande rilievo nella storia recente dell’Ordine: un <strong>Patto Solidale di fratellanza e collaborazione</strong> che riallinea spiritualmente e operativamente realtà cavalleresche europee e balcaniche, riannodando fili spezzati da oltre sette secoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei locali del <strong>Marriott Hotel di Skopje</strong>, durante la visita ufficiale in Macedonia, la <strong>Confederazione Internazionale dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta</strong>, rappresentata dal <strong>Gran Maestro S.E. dott. Giuseppe Madia</strong>, ha sottoscritto l&#8217; accordo con <strong>l’Associazione Culturale Eternal Light</strong>, rappresentata da <strong>S.E. Skophe Zandelabeni Shehi</strong>, figura di riferimento della Confederazione Internazionale dei Templari nei Balcani.</p>



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</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Maestro Giuseppe Madia era accompagnato dal <strong>Priore di Catania, S.E. Battista Franco</strong>, a conferma dell’alto profilo istituzionale dell’incontro.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="660" height="800" data-id="4621" src="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/cavalieri-di-Malta.jpg" alt="" class="wp-image-4621" srcset="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/cavalieri-di-Malta.jpg 660w, https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/cavalieri-di-Malta-248x300.jpg 248w" sizes="auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sacro Ordine dei Templari</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="589" height="877" data-id="4620" src="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ospitalieri-1-gerusalemme.jpg" alt="" class="wp-image-4620" srcset="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ospitalieri-1-gerusalemme.jpg 589w, https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Ospitalieri-1-gerusalemme-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sovrano Ordine di San Giovanni</figcaption></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading">Un ritorno alle origini della cavalleria</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore dell’accordo va ben oltre l’aspetto formale. Esso rappresenta infatti la <strong>ricomposizione di un’antica frattura storica</strong>, risalente al XIV secolo, quando i cavalieri macedoni si distaccarono dall’orbita della Chiesa cattolica. Oggi, in un contesto profondamente diverso ma segnato da nuove fragilità sociali e umanitarie, quell’antico legame viene <strong>ristabilito su basi di spirito, carità e servizio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ritornano a collaborare – ha dichiarato il Gran Maestro Giuseppe Madia – come sin dai tempi delle Crociate in Terra Santa, gli eredi dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e i Cavalieri Templari, per portare avanti con vero spirito cavalleresco tutte le iniziative a favore dei bisognosi e dei sofferenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’alleanza che richiama le origini della cavalleria cristiana non come memoria nostalgica, ma come <strong>responsabilità attuale</strong>, fondata sull’idea che l’unione rafforzi l’efficacia degli interventi sociali, umanitari e culturali.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="629" height="1024" src="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Senza-titolo-2-2-629x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4624" style="aspect-ratio:0.6142506142506142;width:259px;height:auto" srcset="https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Senza-titolo-2-2-629x1024.jpg 629w, https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Senza-titolo-2-2-184x300.jpg 184w, https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Senza-titolo-2-2-768x1250.jpg 768w, https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Senza-titolo-2-2-860x1400.jpg 860w, https://loscudomagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Senza-titolo-2-2.jpg 934w" sizes="auto, (max-width: 629px) 100vw, 629px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Un patto di fratellanza operativa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento sottoscritto sancisce un impegno comune nel promuovere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>azioni filantropiche e umanitarie;</li>



<li>la tutela della salute fisica, psichica e spirituale;</li>



<li>la diffusione della cultura della solidarietà e della condivisione;</li>



<li>iniziative a sostegno dei poveri e dei più vulnerabili;</li>



<li>momenti comuni di studio, ricerca e divulgazione culturale e spirituale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un patto che si fonda su una <strong>fratellanza attiva</strong>, non simbolica, e che mira a dare risposte concrete alle sofferenze del nostro tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verso la ratifica definitiva</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Maestro Giuseppe Madia ha inoltre annunciato che il <strong>Patto Solidale</strong> sarà sottoposto alla ratifica del <strong>Supremo Gran Consiglio della Confederazione Internazionale OSJ Knights of Malta</strong>, passaggio che ne sancirà pienamente il valore istituzionale e operativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo di Skopje si configura così come uno dei momenti più significativi dell’attuale percorso dell’Ordine: un <strong>ritorno all’unità nella diversità</strong>, nel segno di una cavalleria che, oggi come ieri, trova la propria ragion d’essere nel servizio, nella carità e nella difesa della dignità umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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