Il 1798 e la resa più vergognosa della storia dell’Ordine: quando un uomo solo tradì sette secoli di resistenza
Ci sono momenti nella storia in cui un uomo solo, con una sola decisione, riesce a cancellare secoli di gloria. Il 12 giugno 1798, Ferdinando von Hompesch zu Bolheim, settantesimo Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni, aprì i cancelli di La Valletta alle truppe di Napoleone Bonaparte senza sparare un colpo. Non era la fine di una battaglia: era la fine di un’epoca. E fu una fine scelta, non subita.
Von Hompesch era diventato Gran Maestro appena un anno prima, nel 1797, primo e unico Gran Maestro di origine tedesca nella storia dell’Ordine. La sua elezione era già stata controversa: molti tra i Cavalieri lo ritenevano privo del carattere e della tempra necessari a guidare un’istituzione che aveva resistito agli ottomani nel 1565, che aveva combattuto a Lepanto, che aveva costruito la propria identità sulla resistenza ai nemici della cristianità. I fatti avrebbero dato ragione ai suoi detrattori in modo brutale.
«Von Hompesch aveva in mano una fortezza che aveva fatto tremare il più grande esercito del mondo. La consegnò in due giorni.»
Quando la flotta francese apparve all’orizzonte il 9 giugno 1798, diretta in Egitto con a bordo il generale Bonaparte, Malta era ancora una delle piazzeforti più potenti del Mediterraneo. Le sue mura erano inespugnabili, le riserve di munizioni abbondanti, la guarnigione sufficiente a resistere a lungo. Napoleone stesso, nei giorni precedenti, aveva scritto ai suoi generali che prendere Malta per forza sarebbe stato impossibile: sperava di ottenerla con l’inganno. E così fu. Von Hompesch, invece di resistere anche solo il tempo necessario a trattare condizioni dignitose, capitolò in quarantotto ore, adducendo la scarsità di provviste e l’inaffidabilità dei soldati maltesi — pretesti che i Cavalieri più anziani respinsero con sdegno.
La resa fu umiliante in ogni dettaglio. Von Hompesch lasciò Malta il 17 giugno, portando con sé poche reliquie sacre — tra cui la mano destra di San Giovanni Battista e un frammento della Vera Croce — e abbandonando sull’isola i tesori accumulati in secoli di storia, le biblioteche, le opere d’arte, l’argenteria della Sacra Infermeria. Napoleone, con il suo consueto cinismo, gli concesse una pensione annua e il titolo vuoto di Principe del Sacro Romano Impero. Von Hompesch accettò. Si ritirò a Trieste, poi a Montpellier, dove morì nel 1805 nell’oscurità e nel disonore, abbandonato da quasi tutti i confratelli. L’Ordine non gli perdonò mai. La storia neppure.










