C’è una parola nuova che potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo all’economia: eticonomia. A illustrarla è Antonio Lo Vecchio, Gran Priore di Liguria della Confederazione dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta ed economista, che ha recentemente presentato il libro scritto a quattro mani insieme al professor Antonino Galloni, docente universitario alla Sapienza di Roma e profondo conoscitore della storia economica moderna.
“Abbinare la mia esperienza nel mondo economico pratico con la memoria storica eccezionale di Galloni è stato il motivo principale per cui abbiamo scritto questo libro”, ha spiegato Lo Vecchio. Un testo che non si limita a guardare al passato, ma proietta il lettore verso un nuovo orizzonte, con la prefazione firmata da Stefano Zamagni, luminare e direttore del dipartimento di Economia dell’Università di Bologna.
Ma cos’è esattamente l’eticonomia? Lo Vecchio la spiega con disarmante chiarezza: l’economia tradizionale — quella lineare — ha sempre ruotato attorno a tre fattori: capitale, materie prime e lavoro. Il prodotto finito veniva immesso sul mercato, venduto, generava reddito. Fine del ciclo. L’eticonomia aggiunge un quarto fattore, fino ad oggi ignorato: l’etica. “Il fattore etico diventa importante come una materia prima”, ha sottolineato Lo Vecchio. “Il salario smette di essere una semplice voce di costo e diventa un fattore di produzione, parte integrante della progettualità economica.”
Un cambio di paradigma che si innesta sull’economia circolare, concetto ormai sempre più presente nel dibattito pubblico e nelle politiche istituzionali. Lo Vecchio ha ricordato come città di grande dimensione, Milano tra tutte, abbiano già istituito figure come l’assessore all’economia sociale, a fianco del tradizionale assessore alle attività produttive. «Non stiamo parlando di futuro», ha precisato, «ma di presente.» L’obiettivo è ridistribuire la ricchezza in modo più equo e diffuso, ampliando il concetto di welfare fino a farne un diritto di tutti i cittadini, non solo di chi lavora.
Lo Vecchio ha anche tracciato un quadro storico lucido: il crollo del muro di Berlino ha mostrato la fragilità del sistema comunista, la crisi dei titoli tossici del 2008 ha svelato le contraddizioni di un capitalismo manipolato dalle grandi finanziarie e dai gruppi bancari. “Oggi l’economia etica e sociale sostituisce le fragilità dell’economia lineare”, ha affermato con convinzione.
Sul fronte europeo, una notizia significativa: a Bruxelles è in procinto di nascere la Federazione Europea per lo Sviluppo dell’Economia Circolare, che riunirà tutti gli Stati membri per confrontarsi e collaborare su questi temi. Un segnale forte della direzione che il continente intende prendere.
Il libro è già stato presentato in diverse università e, pur essendo scritto in modo semplice e accessibile, contiene contenuti di altissima specializzazione. Una lettura preziosa per chiunque voglia avvicinarsi all’economia circolare con consapevolezza e continuità rispetto alla storia economica del secolo scorso.










