Il Lazzaretto di Malta: Sentinella della Cura nell’isola di Manoel

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View of Vittoriosa and Grand Harbour. Malta

Nel cuore del porto di Marsamxett, tra le acque che separano Valletta da Sliema, emerge un’isola che custodisce secoli di storia: l’isola di Manoel, dove si erge il Lazzaretto, complesso di edifici risalente ai secoli XVII-XIX. Questo luogo fu per oltre quattro secoli un simbolo della vocazione ospitaliera dei Cavalieri di San Giovanni e della loro dedizione alla cura degli infermi.

Dalle capanne di legno al presidio permanente

Malta, crocevia di rotte commerciali tra Oriente e Occidente, aveva ogni ragione per garantire norme sanitarie rigorose. Nel 1592-93, durante un’epidemia di peste, venne costruito sull’isolotto un lazzaretto temporaneo fatto di capanne di legno. Ma fu nel 1643, sotto il Gran Maestro Giovanni Paolo Lascaris, che il timore di pestilenze prevalenti nei porti del Mediterraneo portò alla decisione di edificare una struttura permanente.

Nacque così il Palazzo Vecchio: un edificio a due piani composto da otto sale disposte attorno a un ampio cortile centrale quadrangolare. Nel tempo il complesso crebbe con l’aggiunta di un ospedale per l’isolamento, nuovi reparti, strutture per i visitatori e persino un ristorante per gli ospiti più abbienti.

Rigore e ospitalità

Il Lazzaretto di Malta era considerato una delle migliori stazioni di quarantena d’Europa, con strutture ben tenute e alloggi confortevoli per i passeggeri. Le regole erano severe: tutte le navi dovevano fornire un certificato di buona salute, altrimenti venivano messe in quarantena sotto sorveglianza continua. Eppure, insieme al rigore, vi era l’ospitalità. Un medico visitava quotidianamente i passeggeri, mantenendoli sotto osservazione con cura e attenzione.

Il Lazzaretto accolse personalità illustri. Lord Byron, Sir Walter Scott, Benjamin Disraeli e Alphonse de Lamartine soggiornarono tutti al Lazzaretto. Byron vi fu ospitato nel 1811 al ritorno dalla Grecia devastata dal colera, lasciando memoria del suo passaggio incidendo il proprio nome su una parete. Le mura conservano ancora oggi graffiti storici che testimoniano i passaggi di chi attraversò quel luogo di attesa e di cura.

Secoli di servizio

Durante la terribile epidemia di peste del 1675, che uccise 11.300 vittime su una popolazione stimata di 70.000 abitanti, il complesso necessitò di alloggi aggiuntivi per accogliere i malati. Il Lazzaretto venne utilizzato estensivamente durante l’epidemia di peste del 1813-14, l’epidemia di colera del 1865 e l’epidemia di peste del 1937. Durante la Guerra di Crimea servì come ospedale militare.

Una peculiarità era l’Ufficio Profumo, dove veniva fumigata la posta in arrivo. Tra il 1816 e gli anni 1880, la corrispondenza disinfettata veniva sigillata con ceralacca rossa.

L’abbandono e la memoria

Il Lazzaretto rimase in uso dalle autorità sanitarie fino al 1939, quando fu requisito dall’Ammiragliato britannico per scopi militari durante la Seconda Guerra Mondiale. Riaperto come ospedale nel 1949, rimase operativo fino agli anni ’70. Da allora, paradossalmente, più danni furono causati all’edificio nei trent’anni successivi che durante l’intero blitz del 1942.

Oggi il Lazzaretto si erge come monumento inserito nell’Inventario Nazionale dei Beni Culturali delle Isole Maltesi. Per noi Cavalieri, rappresenta molto più di un sito archeologico. È la testimonianza concreta di una vocazione che attraversa i secoli: quella di essere sentinelle della vita, custodi della salute, presenze stabili nei momenti di crisi.

Quegli edifici di pietra calcarea maltese, pur segnati dall’abbandono, continuano a raccontare una storia di dedizione e cura che non conosce pause. La memoria non è solo ricordo del passato, ma responsabilità per il futuro.


Confederazione Autonoma dei Gran Priorati Autonomi OSJ Knights of Malta

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