Tornare da Malta dopo la solenne investitura dei nuovi membri dell’Ordine significa portare con sé non solo il ricordo della cerimonia, ma anche la consapevolezza di essere entrati in dialogo con un’isola che custodisce, pietra dopo pietra, l’eredità millenaria dei Cavalieri di San Giovanni.
Ogni via, ogni bastione, ogni cappella sembra ricordare il lungo legame tra l’Ordine e l’arcipelago, un legame che ha modellato l’identità culturale, militare e spirituale di Malta fino a farla diventare ciò che è oggi: un crocevia di storia e fede.
La visita dei Cavalieri contemporanei, riuniti per l’investitura del 30 novembre, ha riacceso questo dialogo antico. Per loro — come per ogni pellegrino che attraversa La Valletta — conoscere Malta significa riconoscere le fondamenta da cui ancora oggi nasce l’appartenenza all’Ordine.
Ecco i luoghi che meglio raccontano questa continuità.

La Concattedrale di San Giovanni: cuore barocco dell’Ordine
Dopo il Grande Assedio del 1565, quando i Cavalieri respinsero l’attacco ottomano e salvarono Malta, l’Ordine decise di ricostruire una città nuova, La Valletta, e di dotarla di un tempio degno della loro vittoria e della loro missione spirituale.
Affidarono il progetto al maltese Gerolamo Cassar e, poco dopo, gli interni al grande artista calabrese Mattia Preti.
Terminata nel 1578, la Concattedrale di San Giovanni divenne ben presto il capolavoro del barocco maltese.
La navata centrale, con le sue preziose lastre marmoree che custodiscono le sepolture di circa 400 Cavalieri, è un percorso nella memoria dell’Ordine. Tra essi riposa anche il gran maestro Jean Parisot de La Valette, fondatore della capitale.
Le otto cappelle laterali rappresentano le “lingue” dell’Ordine, le sue diverse nazionalità, ognuna riccamente decorata secondo simboli e tradizioni proprie.
La volta affrescata da Preti, interamente dedicata alla vita di San Giovanni Battista, è un trionfo di movimento, luce e realismo.
E poi Caravaggio: la Concattedrale custodisce due dei suoi tesori più celebri, La decollazione di San Giovanni, l’unica opera firmata del maestro, e il suggestivo San Girolamo scrivente. Un’eredità artistica che sola varrebbe il viaggio.




Il Forte di Sant’Elmo: la fortezza che difese l’Europa
All’estremità della penisola Sciberras, dove La Valletta guarda verso il mare aperto, si erge l’imponente Forte di Sant’Elmo, costruito dai Cavalieri a partire dal 1533 su un precedente torrione aragonese.
È qui che si combatté l’episodio più drammatico del Grande Assedio del 1565.
Per trenta giorni i Cavalieri e i maltesi resistettero all’avanzata ottomana, in una battaglia durissima che costò la vita a più di 1.500 difensori e oltre 4.000 assalitori.
La loro resistenza, pur eroica e tragica, fu decisiva per la vittoria finale dell’Ordine.
Il forte venne ricostruito e divenne il simbolo militare della nuova Malta cavalleresca.
Oggi ospita l’Accademia di Polizia e il Museo Nazionale della Guerra, dove si conservano reperti che vanno dalle armature del XVI secolo alle testimonianze della Seconda Guerra Mondiale, periodo in cui Malta resistette ai bombardamenti e fu insignita della Croce di San Giorgio.
Dalle sue torri, il panorama sul Porto Grande è uno dei più suggestivi dell’isola.
Il Palazzo del Gran Maestro: centro del potere dell’Ordine
Nel cuore di La Valletta sorge il Palazzo del Gran Maestro, voluto da Jean Parisot de La Valette e completato dai suoi successori. Per secoli è stato la residenza ufficiale del Gran Maestro e la sede amministrativa dell’Ordine.
Gli interni, ricchi di arazzi, affreschi e scudi cavallereschi incisi nella pietra, raccontano la vita politica dell’Ordine e la sua influenza nel Mediterraneo.
Meritano particolare attenzione:
- La Sala del Trono, dove si svolgevano le udienze ufficiali.
- La Sala degli Arazzi, con rare opere fiamminghe del XVIII secolo.
Una sezione separata, l’Armeria, conserva armature, spade, lance, cannoni e altre testimonianze belliche originali dei Cavalieri, una delle collezioni più importanti al mondo nel suo genere.
Oggi il palazzo ospita la Presidenza della Repubblica e il Parlamento maltese, confermando il suo ruolo di cuore istituzionale del paese.











