La serata di gala che ha seguito la solenne Investitura del 30 novembre a Malta non è stata soltanto un momento di celebrazione, ma un vero spazio di dialogo. Al centro della scena, il Sindaco di La Valletta, Olaf McKay, che nel suo intervento ha offerto una chiave di lettura profonda dell’evento: «La storia ci unisce» — un principio che, ha spiegato, rappresenta il fondamento stesso del suo impegno civile.
McKay, alla sua prima esperienza politica dopo un percorso professionale in tutt’altro ambito, ha raccontato con grande sincerità come la sua visione amministrativa si basi sulla costruzione di una comunità solida, capace di riconoscersi nel proprio passato:
«La mia visione nasce da una consapevolezza: Per costruire un’identità forte, bisogna passare inevitabilmente dalla storia. E Malta ha tanta storia legata in particolare all’Ordine cavalleresco».
Parole che hanno trovato un’eco naturale nell’atmosfera della serata, in cui l’eredità dei Cavalieri di Malta non era solo un riferimento culturale, ma un elemento vivo e condiviso.
Accanto al sindaco, tra gli ospiti più attesi, la dott.ssa Ivana Legnami, figura chiave dell’organizzazione e promotrice instancabile della cultura maltese nel mondo. Legnami, che ha accompagnato McKay durante la sfilata dei Cavalieri lungo le vie luminose di La Valletta, ha incarnato un ponte ideale tra eleganza, professionalità e impegno sociale. Per il suo contributo alla diffusione della storia cavalleresca dell’isola, ha ricevuto una targa di riconoscimento dall’Ordine.

Oltre alla dimensione culturale, la dott.ssa Legnami è impegnata in un importante progetto umanitario in Africa, dedicato al sostegno dei bambini sordi nati con occhi celesti, motivo per cui, secondo una superstizione religiosa locale, vengono emarginati.
Soddisfazione anche dal Priore di Malta, S.E. Michele D’Apice, che ha curato con attenzione le relazioni istituzionali della serata, garantendo che ogni momento trovasse la sua giusta collocazione all’interno di un percorso cerimoniale elegante e armonioso. Il suo lavoro dietro le quinte ha contribuito a trasformare il gala in un evento coeso, capace di rendere onore alle tradizioni dell’Ordine e allo stesso tempo di proiettarle nel futuro.











