A Milano la prima scuola pubblica con Metodo finlandese: zero compiti a casa e 10 minuti di lezione

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L’istituto comprensivo Simona Giorgi di viale Brianza, il primo in Italia con il metodo Mof (Modello Organizzativo finlabdese), considerato il migliore al mondo

Sembra un sogno ma non lo è. La prima scuola statale con metodo finlandese prende vita nel cuore dell’Italia sviluppata, a Milano, e precisamente all’Istituto comprensivo Simona Giorgi di viale Brianza (zona Loreto). La sperimentazione partirà per le classi primarie e medie a settembre 2026, ma già in questo periodo sono programmati gli open day per far conoscere il metodo ai genitori curiosi.

Non si tratterà di una scuola frontale, ma di un laboratorio a piene mani dove saranno coinvolti soprattutto gli alunni, con pochi o quasi nessun compito a casa, perché questo è un modello che si basa soprattutto sull’imparare a scuola. Nelle scuole finlandesi, considerate tra le migliori al mondo, le lezioni frontali durano al massimo 10 minuti, mentre si dà molta importanza alla collaborazione tra pari, nella ricerca di soluzioni, attraverso coworking, cooperative learning e dibattiti.

Istituto comprensivo Simona Giorgi

Si abbandona la vecchia didattica basata su ore di lezioni a senso unico e interrogazioni che generano ansia e mettono in primo piano il giudizio espresso in numeri. L’istituto ha così aderito alla rete della sperimentazione Mof (Modello organizzativo Finlandese), che pone al centro del modello educativo la cultura emotiva degli alunni, vista come orientamento al futuro per la soddisfazione sociale, familiare e lavorativa, e come bussola per la creazione serena di contenuti di valore.

Contenuti che, in questo tipo di scuola, vengono generati a partire dalla relazione all’interno di laboratori di scrittura e lettura, attraverso la metodologia del Writing and Reading Workshop. Sì alla tecnologia, ma in maniera vigilata, grazie all’introduzione di carrelli portatili in cui gli studenti possono trovare tablet e altri dispositivi per un tempo prestabilito e secondo criteri etici.

Addio ai compiti per casa e apertura verso una scuola che si fa a scuola, con la presenza di moduli che non corrispondono alle normali ore alternate, ma a spazi immersivi, suddivisi in aree specifiche, che contemplano svariate attività appartenenti allo stesso ambito, ad esempio umanistico o logico-matematico. L’obiettivo è formare alunni autonomi, ma soprattutto emotivamente maturi e in grado di cooperare per un obiettivo comune.

La speranza è nutrita da un’iniziativa che già prevede molte adesioni e, forse, anche da una stanchezza generalizzata che vede nella scuola italiana tradizionale un fallimento senza pari, insieme alla voglia di un cambiamento radicale che coinvolga l’individuo già nel periodo della formazione primaria, cruciale per una crescita sana e serena.

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