Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, in tutta Italia si sono svolte manifestazioni sull’argomento. Da Nord a Sud, numerose sono state le iniziative promosse per ricordare le tante donne uccise da uomini incapaci di comprendere il vero significato dell’amore, travolti da una concezione distorta del sentimento e del rapporto affettivo.
Tra gli appuntamenti più significativi documentati, si è svolto presso l’aula magna dell’ITI Torricelli – G. Tomasi di Lampedusa di Sant’Agata di Militello l’incontro dal titolo #Nonèamore, dedicato alle classi terze dell’istituto. L’evento è stato organizzato grazie all’impegno delle docenti Caterina Alberti e Lucia Ferrara, e moderato dal prof. Nicola Raimondo.
L’incontro ha offerto momenti di riflessione intensi e profondi, coinvolgendo attivamente gli studenti, i quali – attraverso video, musica e opere artistiche – hanno voluto ricordare i volti e le storie delle donne vittime, negli ultimi anni, di una violenza maschile rabbiosa, immatura e incapace di trasformarsi in relazione sana.

Uno dei temi centrali emersi è stato quello della parola, intesa come vibrazione che si imprime nel vissuto emotivo di ogni individuo e che può trasformarsi in salvezza o condanna, in balsamo o ferita. Proprio sul potere delle parole e sulla loro responsabilità si è sviluppata una parte importante del dibattito: la responsabilità della comunità – giornalisti, operatori del diritto, cittadini – nel riconoscere e denunciare le relazioni tossiche già prima che la violenza diventi fisica. Perché la violenza, spesso, nasce dalle parole: quando diventano dure, umilianti, dolorose.
Molto apprezzato l’intervento di Emiliano Lazzaro, nella doppia veste di attore e avvocato. Sono stati letti e interpretati brani selezionati da Ferite a morte di Serena Dandini (“Lo sapevano tutti”, “Situazione sentimentale”, “Le chiavi di casa”), la poesia Cicatrici invisibili di Morena Valenti e uno stralcio tratto da Il Profeta di Kahlil Gibran. Testi intensi, capaci di raccontare le emozioni e le voci postume di donne che non hanno potuto essere ascoltate in tempo, ma che avrebbero potuto essere salvate da una comunità più attenta e protettiva.
Gli studenti hanno inoltre eseguito il brano “Quello che le donne non dicono”, scritto da Enrico Ruggeri e portato al successo da Fiorella Mannoia, e hanno presentato un video da loro realizzato, ulteriore testimonianza della sensibilità e dell’impegno con cui hanno partecipato alla giornata.
Il 25 novembre a Sant’Agata di Militello non è stato soltanto un momento di memoria, ma anche un invito alla responsabilità collettiva: un richiamo alla necessità di riconoscere, ascoltare, intervenire. Perché la violenza si può prevenire, se la società tutta sceglie di essere davvero parte della soluzione.










