La Vita su misura di Franco Trio: il Calzolaio siciliano che trasforma Vele, Arance e Legno in Scarpe uniche e irripetibili

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Redazione - EG Communication
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Questa è la storia di un calzolaio e del suo amore per la vita, vissuta con leggerezza ma anche con tanta, tanta dedizione. Una dedizione che traspare dalla minuziosa manifattura dei suoi pezzi: unici, singolari, frutto di ricerca e studio.

Franco Trio non passa inosservato: con il suo spirito d’avventura si presenta subito come una persona sensibile, con un animo docile ma deciso, e con tante passioni — tra cui la cucina e la pesca. Ed è stata proprio la curiosità a condurlo nell’immenso mondo delle calzature.

Una storia che parte da Milazzo (Me) nel lontano 1978, ma che si intensifica nelle Marche, patria dell’artigianato che ancora oggi resiste e vanta un primato nelle calzature, a dispetto dell’inevitabile avanzata del monopolio orientale.
Tutto accade per caso, ma non per caso.

Un incidente lo costringe ad abbandonare il sogno di diventare professore di educazione fisica, perché gli limita le attività motorie. Così, dopo aver lavorato in un laboratorio di “Tacco Rapido” (erano i primi in Sicilia, quando ancora questo tipo di attività non era diffuso), nel 1981 apre una sua attività, consacrandosi definitivamente al lavoro artigianale.

Il lavoro, all’inizio, lo vede impegnato in semplici riparazioni e sostituzioni di tacchi, ma che con il tempo lo porta alla creazione, spinto dalla voglia di capire come nasce una scarpa e quali siano i segreti per realizzarla al meglio.
Anche qui, un altro incidente — che purtroppo gli costa la perdita di un occhio — rappresenta una svolta. Nel 1999 entra in contatto con un parente che lo conduce in un viaggio tra botteghe e aziende del Centro Italia, finché non approda in un agriturismo di proprietà di un rappresentante di cuoio.
Lì si aprono diverse opportunità, ma Franco è ancora lontano dal trovare la persona giusta: gli artigiani, si sa, sono gelosi dei loro segreti. Fino a quando incontra un modellista che, col tempo, si affeziona a lui e gli rivela un dettaglio fondamentale:

“Il segreto per fare una buona scarpa è individuare con precisione la posizione della travetta.”
Da lì parte tutto.

Nel 2006 Franco torna a Milazzo e, nel 2007, apre il suo laboratorio. Ma il legame con le Marche non si è mai interrotto. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, ci torna regolarmente: per visitare amici, ex colleghi, ma soprattutto per alimentare la sua ricerca. È lì che trova ispirazione e materiali, forme, tessuti con cui creare le sue scarpe.

Non c’è solo pelle. C’è uno studio continuo sui materiali, che lo porta a sperimentare e innovare, utilizzando elementi naturali o di recupero. Dal legno con cui ha realizzato la sua scarpa più pregiata, alla pelle di pesce, fino al riuso delle vele di barca, destinate allo smaltimento. E ancora: buccia d’arancia, sulla, sughero, canapa e lino — materiali che lavora immaginando colori e forme.

È il taglio che crea il movimento,” dice Franco. Ed è proprio il taglio a determinare la tipologia della scarpa che si andrà a indossare.
E la forma?
“È come un modellista che disegna un abito su misura, su suggerimento di uno stilista. Ma poi sono le mani esperte dell’artigiano a fare la differenza, adattando ogni dettaglio alla persona che indosserà quella scarpa.”

Passione, creatività, estro e molta pazienza: per realizzare una scarpa da zero servono tre giorni. E può sembrare incredibile, in un’epoca in cui persino un’automobile si produce in mezza giornata grazie alla tecnologia.
Ma per Franco, una scarpa non si costruisce soltanto: si prova e si riprova, finché non calza a pennello.
E il prezzo? Mai troppo alto, per una sapienza che si è quasi perduta, e per un pezzo unico, sartoriale, che riflette la personalità di chi lo indossa.

Una garanzia di qualità che in pochi oggi riescono a percepire. Un lavoro di amore e cura, che parla molto anche della persona che lo compie: un modo per trasmettere un’identità che non ha bisogno di correre per essere soddisfatta, che plasma il tempo secondo i propri ritmi e rifiuta i compromessi dell’anonimato.

Oggi, il calzaturificio di Franco Trio è conosciuto in tutta la Sicilia e oltre, una soddisfazione espressa come quella di un bambino che monta il proprio giocatollo, una fierezza semplice che parte da cuore.

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