La prima cosa che viene in mente quando si pensa alle Arti Marziali è la capacità di sviluppare delle tecniche utili al combattimento e alla difesa, ma non è esattamente così.
Le Arti Marziali fanno parte di un insieme di tecniche antichissime nate in Cina per lo sviluppo della consapevolezza interiore e per armonizzare mente, corpo e spirito. Il combattimento, nato per la difesa, è la conseguenza di questa armonizzazione e veniva praticato proprio per allenare la parte marziale dell’esistenza di un individuo.
L’obiettivo quindi non è lo scontro fisico finalizzato alla vittoria, non è quello di distruggere l’avversario, ma superare i conflitti interiori che ostacolano l’evoluzione umana, quali l’ansia e la paura. In effetti, la quotidianità è permeata di sentimenti negativi che il più delle volte disorientano le persone portandole a vivere una vita senza direzione, o ancora peggio, senza senso. Ci si trova come avviluppati all’interno di una matassa di filo dalla quale sembra difficilissimo uscire, ci si sente persi e demotivati. Questo avviene perché viene meno l’energia vitale che muove le azioni e promuove il benessere psichico. Questa consapevolezza offre all’individuo la possibilità di vedere i proprio difetti e i limiti che lo definiscono, ma anche l’occasione giusta per compiere delle scelte indirizzate al cambiamento radicale.
L’obiettivo delle Arti Marziali è quindi quello di vincere se stessi ogni giorno della propria vita, ovvero vincere la mente che rappresenta il più grande ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi.
Esistono tante discipline che rientrano nel novero delle Arti Marziali; fra queste, le più conosciute sono il Karate e il Judo, di origine giapponese, ma ci sono anche altre Arti Marziali, meno diffuse in Occidente ma altrettanto antiche quanto interessanti, come il Kung Fu cinese, il Taekwondo, coreano, e il Kali delle Filippine. Uno degli insegnamenti ereditati e praticati oggi in occidente è quello di Sijo Bruce Lee, la cui innovazione alla fine degli anni ’60 ha condotto al Juan Fan Gung Fu, che include le diverse tecniche di combattimento che Bruce Lee ha assorbito durante tutti gli anni di allenamento. Il suo MMA (Mix Martial Art) include elementi di Kung Fu, Boxe occidentale, Savate, Wrestling, Scherma, Judo e Ju-jitsu che uniti, danno vita al Jeet Kune do di Bruce Lee, da cui ognuno trae ispirazione per creare il proprio Jeet Kune do.
Nel 2004 il Presidente dell’UFC Dana White avrebbe addirittura definito Bruce Lee il “padre delle arti marziali miste”, nonostante il suo fine fosse totalmente diverso da quello di un confronto esclusivamente sportivo. Il JKD non nasce come sport, i suoi movimenti sono finalizzati a sviluppare caratteristiche come la coordinazione, la meccanica corporale, la velocità, il tempismo, la resistenza, la forza e l’agilità.
Si tratta in sostanza di una filosofia di vita dove l’individuo si connette al proprio centro sviluppando energia, forza e vitalità. Le Arti Marziali rappresentano un valido aiuto grazie al fatto che il loro insegnamento influenza la vita quotidiana, focalizzando azioni e comportamenti, ma soprattutto educando la mente al pensiero proattivo e funzionale.
Elena Grasso










