La Banca mondiale identifica la soglia della povertà estrema
E’ cosa nota, purtroppo, che negli ultimi anni in Italia la crisi economica ha colpito la classe media creando nuovi poveri, sono gli ultimi, gli invisibili, che si sono aggiunti a chi già versava in condizioni di grave indigenza e ben sotto i livelli minimi della dignità. Secondo le rilevazioni ISTAT (Report povertà 2023), l’Italia ha visto peggiorare la condizione di povertà e l’aumento delle disuguaglianze a partire dalla crisi economica addirittura dal 2008 e la conseguente recessione. Le politiche di divaricazione sociale degli ultimi anni e la recente crisi finanziaria hanno portato alla povertà fasce di popolazione fino a ieri abituate a una vita dignitosa. Sono i cosiddetti “nuovi poveri”, una povertà invisibile, persone che testimoniano l’esistenza di un’ampia zona grigia dove la mancanza di denaro significa anche insicurezza, precarietà e fragilità relazionale. Pierluigi Dovis, direttore della Caritas di Torino, ci regala la testimonianza di chi ogni giorno lavora a contatto con le forme, vecchie e nuove, di disagio. Come già detto, una povertà invisibile che travolge famiglie e giovani che incontriamo ogni giorno per le strade del nostro quartiere o per le scale del condominio; una povertà che porta con sé nuovi pericoli, l’esclusione sociale e la rottura del principio di cittadinanza democratica.
Il disagio economico interessa purtroppo molte altre realtà urbane. Tuttavia, son molti i centri d’ascolto parrocchiali presenti in più città, che cercano soprattutto di restituire a queste persone dignità e speranza, mentre l’indigenza che non va intesa solo in senso materiale, ma va letta anche come problema morale, sociale, di democrazia, e come tale risente delle interpretazioni culturali e politiche di chi è chiamato a definirla. In generale, viene considerato povero chi ha un reddito familiare inferiore al reddito mediano del suo paese, e tra i poveri più a rischio, secondo una indagine della Caritas Italia, sarebbero i minori.

La povertà dei minorenni non può essere spiegata con le loro caratteristiche soggettive o comportamentali: non è infatti una loro responsabilità, e l’indigenza giovanile dovrebbe impensierire di più di quella degli anziani, perché più a rischio dal punto di vista della tenuta sociale. Ma in Italia, purtroppo, non c’è nessuna politica di sostegno alle giovani generazioni, per cui sono chiamate le famiglie a fungere da ammortizzatori sociali per i figli che studiano o non trovano occupazione, e gli interventi governativi risultano irrisori. Le diverse inchieste sulle disuguaglianze e sulla povertà nel nostro Paese, ci portano a scoprire cifre drammaticamente in salita. Infatti, i dati sono ancora più preoccupanti se si raffrontano con quelli degli anni precedenti la crisi economica del 2008: da allora infatti la povertà è in forte aumentato.
La Banca Mondiale ha identificato la soglia della povertà estrema al livello di 1,9 dollari di retribuzione giornaliera, a parità di potere di acquisto, e di conseguenza, il legame tra povertà e diritti umani è molto forte, e ve né prova sulla Dichiarazione di Vienna e il Programma d’azione della Conferenza mondiale sui diritti umani del 1993 che così afferma: “L’esistenza di una povertà estrema diffusa impedisce la piena ed effettiva fruibilità dei diritti umani; la sua immediata riduzione ed eventuale eliminazione deve rimanere di massima priorità per la comunità internazionale”. Ed un’autorevole testimonianza ci perviene dall’insegnamento e sulla testimonianza pastorale di Papa Francesco, soprattutto con le sue encicliche Laudato si’ (2015) e Fratelli tutti (2020). In quest’ultima enciclica il Papa afferma: «L’opzione per i poveri deve portarci all’amicizia con i poveri». E sorge una considerazione: è possibile? se l’amicizia presuppone reciprocità, posso essere amico dei poveri, se io povero non sono o comunque vivo condizioni di vita diverse? Sono oggettivamente domande difficili, sono vere e proprie sfide, da raccogliere e far proprie. E ancora Papa Francesco ha detto che: «in questo delicato frangente storico, c’è un compito non più rimandabile: contribuire attivamente a smilitarizzare il cuore dell’uomo».
Massimo Scuderi










