L’architetto della sfera anti-sismica che ha protetto il grattacielo in Taiwan: “Un pendolo da 660 tonnellate”

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Il terremoto a Taiwan ha provocato devastazione con edifici crollati e altri pericolosamente inclinati. Tuttavia, il grattacielo Taipei 101, alto 509 metri, ha resistito all’impatto grazie a una soluzione innovativa italiana per dispositivi antisismici, sviluppata dalla Fip di Padova. L’assorbitore armonico, progettato e collaudato dall‘ingegnere Renato Vitaliani, ex professore universitario e esperto di sicurezza strutturale, ha evitato il crollo del grattacielo e salvato molte vite.

L’assorbitore armonico opera secondo il principio di un pendolo: una enorme sfera di acciaio da 660 tonnellate viene collocata a una determinata altezza all’interno della torre e connessa alla sua sommità tramite cavi. Quando la torre si inclina in una direzione, l’assorbitore si sposta nella direzione opposta, simile al movimento di un pendolo. In sostanza, agisce per bilanciare le forze generate dai terremoti o dai venti.

“Sono stati installati attorno a questa grande massa dei dispositivi per dissipare l’energia, simili agli ammortizzatori usati nelle auto, ma con olio anziché aria o molle – afferma l’ing.Renato Vitalini. L’olio fluisce attraverso una valvola che dissipa energia, reagendo in modo elastico e plastico.”

Negli anni ’40, i primi edifici costruiti a New York includevano pendoli interni, ma erano molto più bassi rispetto al Taipei 101, con un’altezza compresa tra cinquanta e cento piani.”

L’origine dell’idea si trova negli Stati Uniti, ma viene ulteriormente sviluppata e perfezionata in Italia.Una soluzione che garantisce sicurezza ed efficienza. L’Italia sta mostrando al mondo le sue competenze nel campo del restauro, ma allo stesso tempo è consapevole della sua fragilità territoriale.

“È necessario intervenire per rafforzare il territorio – continua l’ingegnere. La questione fondamentale riguarda la gestione delle acque, includendo la costruzione di bacini di espansione”.

In Taiwan, alcuni edifici si sono inclinati nonostante fossero stati ben progettati, a causa delle infiltrazioni nel terreno durante il sisma. L’acqua aumenta la pressione durante i terremoti, trasformando il terreno in una sorta di sabbie mobili. Questo fenomeno non è nuovo: a Mantova, nello stemma risalente al sedicesimo secolo, sono raffigurati i pozzi artesiani che servivano a riequilibrare la pressione dell’acqua.

L’acqua quindi è spesso la causa principale del crollo di molte strutture ben progettate.

Secondo Vitalini in Italia, per evitare infiltrazioni d’acqua nel terreno, si dovrebbe gestire l’inquinamento e non occupare ulteriori terreni, recuperando quelli già esistenti.

Ma gli ostacoli che impediscono di adottare questa soluzione sono tanti, tra cui i vincoli imposti dalle autorità, che a parere dell’ing. non dovrebbero essere applicati ai palazzi dei centri storici, che tra l’altro si stanno svuotando mentre vengono costruiti nuovi edifici nelle periferia con uno spreco di terreno incredibile.

“Dobbiamo incentivare il recupero dei centri storici – conclude – anziché ostacolarlo come avviene attualmente”.

Elena Grasso

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